Il cammino verso il riconoscimento istituzionale di un territorio dalla profonda vocazione enologica ha segnato una tappa fondamentale durante la più importante fiera internazionale del vino.
Nel cuore dell’evento, è stato ufficialmente presentato il comitato promotore della nuova doc Strongoli, un progetto che punta a trasformare il valore autentico di quest’area in un’identità geografica certificata. La nascita del comitato è il frutto di una visione condivisa tra produttori e istituzioni, con l’obiettivo di dare una struttura solida e credibile alle potenzialità del comparto vitivinicolo locale.
Il ruolo delle istituzioni e le aziende coinvolte
Un impulso determinante al progetto è arrivato dal comune di Strongoli, che ha sostenuto le istanze dei produttori contribuendo a velocizzare l’iter costitutivo. In questo contesto, l’attività dell’amministrazione comunale ha rappresentato un modello di collaborazione tra pubblico e privato. Un supporto specifico è stato garantito dall’assessore Alfredo Marra, che ha seguito la preparazione del dossier tecnico nelle sue fasi cruciali.
Le realtà imprenditoriali che hanno dato vita al comitato sono espressione diretta del legame con la terra e della tradizione agricola della zona. Tra i promotori figurano la società agricola Ceraudo Roberto srl, rappresentata dalla presidente Maria Assunta Ceraudo, l’azienda agricola Russo & Longo snc con Salvatore Russo, La Pizzuta del Principe di Ranieri Clara rappresentata da Dorina Bianchi e l’azienda agricola Mauro Salvatore. La guida tecnica dell’intera pratica è stata affidata al dottor Giuseppe Perri, esperto del settore delle denominazioni d’origine.
Le dichiarazioni dei protagonisti
Maria Assunta Ceraudo, presidente del comitato, ha sottolineato il valore simbolico e pratico di questo traguardo: “La doc Strongoli è il coronamento di un sogno che coltiviamo da decenni. È il risultato di anni di lavoro, di scelte coraggiose, di un legame profondo con questa terra, la nostra casa. Nei nostri vigneti c’è il sole, il vento del Mar Ionio, la forza dei suoli, ma soprattutto ci sono le persone: le mani, le famiglie, le storie che hanno creduto in questo territorio. Questo riconoscimento è un’emozione e una responsabilità: significa dare voce a Strongoli e portare la nostra identità nel mondo, con autenticità e orgoglio”.
Sull’impatto economico, la presidente ha aggiunto che la denominazione porterà visibilità e nuove opportunità per il turismo enogastronomico: “Il valore più grande sarà umano: restituire fiducia e prospettive al territorio. Dare ai giovani la possibilità concreta di costruire qui il proprio futuro, senza dover partire. È questo, in fondo, il senso più profondo della doc Strongoli: trasformare un patrimonio in un’opportunità condivisa”.
Sotto il profilo tecnico, Giuseppe Perri ha illustrato le caratteristiche che rendono l’area meritevole della denominazione, citando una combinazione unica di fattori pedo-climatici, come i terreni argilloso-calcarei e l’escursione termica notturna: “La doc Strongoli rappresenta il compimento di un percorso presenta una combinazione di fattori pedo-climatici davvero unica: terreni a prevalenza argilloso-calcarea, un’escursione termica notturna che preserva l’acidità e i profumi varietali, e una tradizione viticola millenaria documentata già in epoca magnogreca. La delimitazione geografica che abbiamo elaborato tiene conto di tutti questi elementi e garantisce che il disciplinare rispecchi fedelmente l’identità del territorio. Non è una doc ‘di carta’: è una doc che nasce dalla terra”.
I prossimi passaggi dell’iter burocratico
Con la presentazione avvenuta a Vinitaly, il comitato è pronto a depositare la domanda formale presso il ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Perri ha delineato i tempi previsti per la conclusione del percorso: “Da quel momento si apriranno le fasi di valutazione tecnica e la procedura di opposizione prevista dalla normativa europea. Contiamo di chiudere positivamente l’iter entro i prossimi due anni. È un percorso impegnativo ma siamo ben attrezzati e determinati ad arrivare in fondo”. Il lavoro prosegue ora sul completamento della documentazione necessaria per portare definitivamente il nome di Strongoli sul palcoscenico internazionale.



