Le attività di monitoraggio e contrasto alla cosiddetta malamovida nel soveratese proseguono con determinazione attraverso i servizi di polizia amministrativa predisposti dal Questore di Catanzaro.
Gli interventi recenti traggono origine dalle direttive stabilite durante il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto di Catanzaro, in linea con le indicazioni ministeriali volte a incrementare la sicurezza nei luoghi di intrattenimento.
Il coordinamento della Questura ha dato vita a una task force composta dalla Squadra di Polizia Amministrativa, dall’Arma dei Carabinieri, dalla Capitaneria di Porto di Soverato e da operatori della S.I.A.E. L’azione congiunta ha permesso di verificare molteplici profili di regolarità all’interno di due noti locali della zona, portando alla luce gravi violazioni relative alla tutela dei soggetti vulnerabili.
Accertamenti e sanzioni amministrative
Nel corso delle ispezioni effettuate durante lo scorso fine settimana, le forze dell’ordine hanno rilevato irregolarità specifiche riguardanti la somministrazione di bevande alcoliche. All’interno del primo esercizio commerciale è stata documentata la vendita di alcol a ragazzi di età compresa tra i 16 e i 18 anni. Tale condotta, in violazione della legge 125 del 2001, ha comportato una sanzione amministrativa di 333 euro irrogata sia al barman sia al titolare del locale.
La situazione riscontrata nel secondo locale è apparsa ancora più critica, poiché la somministrazione di alcolici ha coinvolto due soggetti di età inferiore ai 16 anni. Oltre alle sanzioni pecuniarie, la gravità dei fatti ha portato al deferimento all’Autorità Giudiziaria per i barman e i titolari delle attività coinvolte.
Ulteriori irregolarità e prevenzione della pericolosità sociale
Sebbene entrambi i locali fossero in possesso delle autorizzazioni amministrative per l’esercizio dell’attività, gli accertamenti hanno evidenziato altre mancanze. Se da un lato la Capitaneria di Porto non ha rilevato criticità di propria competenza, gli operatori della S.I.A.E. hanno contestato irregolarità amministrative concernenti le licenze per la diffusione della musica.
Questi interventi si inseriscono in una strategia più ampia volta a garantire il rispetto delle normative vigenti e a prevenire situazioni di rischio per la salute pubblica. L’autorità di pubblica sicurezza ricorda che la reiterazione di tali comportamenti può condurre alla sospensione o alla revoca della licenza ai sensi dell’articolo 100 del TULPS. Il ricorso a tali provvedimenti mira a interrompere contesti di pericolosità sociale e a esercitare un’efficace azione dissuasiva nei confronti di gestioni negligenti.



