La Giunta regionale della Calabria ha dato il via libera al Piano Antincendio Boschivo (AIB) 2026, un documento strategico volto a potenziare la difesa del patrimonio naturale e civile della regione. In un’epoca segnata da mutamenti climatici sempre più evidenti, il nuovo piano si propone di superare la logica dell’emergenza attraverso un approccio strutturale basato sulla conoscenza preventiva e sull’integrazione di tecnologie avanzate.
La sfida dei nuovi scenari climatici
Il documento introduce per la prima volta un’analisi approfondita degli scenari climatici a lungo termine, proiettandosi verso i periodi 2031–2070 e 2071–2100. L’obiettivo è comprendere come l’innalzamento delle temperature e l’irregolarità delle precipitazioni stiano trasformando la natura stessa degli incendi. Questi fenomeni tendono ormai a colpire non solo i boschi, ma anche le aree agricole e le zone di interfaccia dove la vegetazione incontra gli insediamenti urbani.
“Gli incendi si combattono prima che inizino. Anticipare e conoscere è la vera forza del sistema. Perché bruciare è perdere, conoscere è proteggere”, ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo. Secondo l’esponente della Giunta, il rischio incendio deve diventare un elemento portante delle politiche di pianificazione del territorio.
Tecnologia e monitoraggio con il progetto Tolleranza Zero
Un pilastro fondamentale della strategia regionale è rappresentato dalla Control Room, all’interno della quale opera un nucleo multidisciplinare di analisti. Questo centro ha il compito di trasformare i flussi di dati meteo e territoriali in informazioni operative in tempo reale. In questo contesto, i droni svolgono un ruolo primario, permettendo un monitoraggio costante e il supporto nella redazione di bollettini previsionali sempre più precisi.
L’integrazione di questi strumenti avviene nel solco del progetto Tolleranza Zero, voluto dal presidente Roberto Occhiuto. L’utilizzo di droni equipaggiati con sensori avanzati ha già permesso alla Calabria di mantenere una superficie media per incendio tra le più contenute nell’area mediterranea, un risultato confermato anche durante la difficile stagione del 2025.
Coordinamento e lotta attiva sul territorio
Il Piano 2026 prevede l’istituzione di una cabina di regia regionale per armonizzare gli interventi dei diversi soggetti coinvolti, ottimizzando l’uso delle risorse nelle aree classificate a rischio elevato. Ai Comuni vengono inoltre fornite mappe dettagliate sulla pericolosità delle fasce di interfaccia urbano-rurale, strumenti essenziali per la pianificazione di protezione civile a livello locale.
Sul versante della lotta attiva, il dispositivo operativo è stato rafforzato con nuovi mezzi, tra cui pick-up e autobotti, e una flotta aerea regionale pronta all’intervento. Restano centrali le convenzioni con il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e con il volontariato di protezione civile, oltre alla collaborazione con i mezzi aerei statali.
L’assessore Gallo ha infine ricordato che la prevenzione deve essere intesa come un sistema continuo e condiviso tra istituzioni, imprese e cittadini, dove la cura del territorio e il rispetto delle regole rappresentano gli unici strumenti per affrontare una sfida collettiva di tale portata.



