HomeAttualitàPonte Bisantis a Catanzaro, la denuncia...

Ponte Bisantis a Catanzaro, la denuncia di Gaglianese: “Tempi di collaudo più lunghi della ricostruzione del Morandi”

Il Ponte Bisantis, simbolo architettonico e infrastrutturale della città di Catanzaro, rimane al centro di una dura polemica sollevata dall’associazione La Tazzina della Legalità.

Attraverso una lettera ufficiale indirizzata all’ingegner Mupo di Anas e al sindaco Nicola Fiorita, il sodalizio ha denunciato il perdurare di restrizioni alla carreggiata che, nonostante il completamento dei lavori, continuano a penalizzare il traffico cittadino. La presenza dei blocchi “new jersey” viene descritta come un ostacolo ingiustificato che compromette la normale circolazione, generando un diffuso malcontento tra gli automobilisti.

Il presidente dell’associazione, Sergio Gaglianese, ha tracciato un parallelismo critico riguardante le tempistiche della burocrazia ministeriale e tecnica. “I tempi burocratici per il collaudo del Bisantis avrebbero ormai superato quelli necessari alla ricostruzione integrale del Ponte Morandi di Genova”, ha dichiarato Gaglianese, sollevando dubbi sulla gestione delle procedure attuali e sull’efficienza degli uffici competenti.

Ombre sulle procedure amministrative e degrado urbano

Oltre ai ritardi tecnici, l’associazione ha puntato l’attenzione sulle possibili criticità amministrative che potrebbero aver rallentato l’iter. Sergio Gaglianese ha chiesto esplicitamente “chiarezza sulla nomina dei collaudatori e su eventuali ostacoli procedurali che starebbero bloccando la piena riapertura”, facendo riferimento anche alle vicende giudiziarie che in passato hanno interessato l’appalto dei lavori. La richiesta di trasparenza mira a comprendere se esistano impedimenti di natura legale o gestionale dietro l’attuale situazione di stallo.

Parallelamente alla questione del ponte, la denuncia si estende a Viale De Filippis, principale arteria d’ingresso al capoluogo regionale. In questo tratto stradale, la presenza di una voragine non riparata da mesi rappresenta, secondo l’associazione, un grave rischio per l’incolumità pubblica. Lo stato di abbandono dell’area viene giudicato inaccettabile per una città che riveste il ruolo di fulcro istituzionale della Calabria, offrendo un’immagine di inefficienza che lede il decoro urbano.

La minaccia di azioni legali e il ruolo del Comune

La Tazzina della Legalità ha formulato una richiesta perentoria articolata su quattro punti fondamentali: lo stato attuale del collaudo, le motivazioni tecniche delle limitazioni stradali, le difficoltà procedurali incontrate e il cronoprogramma per il ripristino di Viale De Filippis. Il documento si configura come una vera e propria diffida nei confronti dei soggetti responsabili della manutenzione e della gestione infrastrutturale.

L’associazione ha chiarito che “in assenza di un riscontro sollecito e concreto, si dichiara pronta ad attivare ogni iniziativa legale consentita per tutelare l’interesse pubblico e la dignità stessa della città”. In questo scenario, viene sollecitato un intervento incisivo del sindaco Nicola Fiorita. Al primo cittadino è chiesto di esercitare il proprio ruolo di garante della comunità, pressando Anas affinché vengano fornite risposte immediate e vengano avviati gli interventi necessari per restituire sicurezza e decoro alla viabilità di Catanzaro.