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Frode fiscale internazionale nel Cosentino: nei guai un commercialista e due imprenditori

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza ha eseguito oggi diverse misure cautelari interdittive disposte dal GIP presso il locale Tribunale.

I provvedimenti riguardano un commercialista e due imprenditori, per i quali è scattato il divieto temporaneo di esercitare l’attività professionale e d’impresa, oltre all’impossibilità di ricoprire cariche di legale rappresentanza per un periodo di sei mesi. L’ipotesi di reato su cui si fondano le indagini è quella di associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale, con particolare riferimento all’IVA e alle imposte sui redditi attraverso dichiarazioni infedeli o totalmente omesse.

Il ruolo della società di Montalto Uffugo

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cosenza e condotta dai militari del Gruppo della Guardia di Finanza, si è concentrata su una società con sede a Montalto Uffugo. L’azienda, operante nel settore dell’elaborazione di dati contabili, è emersa come una stabile organizzazione di uno studio di diritto inglese con sede a Manchester. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti nella fase delle indagini preliminari, la struttura fungeva da unico referente tra un rappresentante fiscale e 1.263 operatori stranieri, in prevalenza società cinesi impegnate nel commercio al dettaglio via internet. Questi soggetti utilizzavano un noto marketplace per vendere beni sul territorio nazionale.

La ricostruzione del meccanismo di frode

Le indagini si sono avvalse dell’analisi tecnica dei dati estratti dai telefoni cellulari degli indagati, oltre a riscontri ottenuti direttamente dalle piattaforme di vendita online e dalla Direzione Centrale Tecnologie e Innovazione dell’Agenzia delle Entrate. Questo complesso incrocio di dati ha permesso di delineare un sistema di frode articolato. Il meccanismo prevedeva che i soggetti esteri, pur operando sul territorio dello Stato attraverso la rappresentanza fiscale fornita dalla società calabrese, evitassero sistematicamente il versamento delle imposte dovute.

Oltre 82 milioni di euro sottratti alla tassazione

L’analisi contabile riferita alle annualità 2019, 2020 e 2021 ha fatto emergere numeri significativi. La base imponibile sottratta a tassazione ammonta a oltre 82.000.000 di euro. Tale volume d’affari non dichiarato ha generato un’evasione fiscale complessiva calcolata in oltre 34.000.000 di euro. Nello specifico, le somme mai versate al fisco italiano riguardano l’IVA per oltre 14.000.000 di euro e le imposte dirette per quasi 20.000.000 di euro. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità dovranno essere confermate nelle successive fasi processuali nel contraddittorio con le difese.