L’Osservatorio Regionale sulle Nuove Povertà accende i riflettori su una realtà drammatica in occasione della Festa dei Lavoratori. In Calabria, avere un’occupazione non rappresenta più una garanzia di autosufficienza economica, delineando un quadro di emergenza sociale dove il lavoro rischia di trasformarsi da strumento di emancipazione a trappola di sussistenza. Nonostante il calo della disoccupazione nazionale, attestata al 5,2%, la regione soffre le fragilità di un mercato segnato da precariato, contratti pirata, dumping contrattuale e part-time involontario.
Sull’urgenza di intervenire è intervenuto anche il Sottosegretario al Lavoro, On. Claudio Durigon, il quale ha ribadito che «il salario giusto è la risposta necessaria ai lavoratori», confermando l’impegno dell’esecutivo su questo fronte.
I volti della precarietà e le denunce dell’osservatorio
Il monitoraggio condotto sul territorio calabrese rivela storie emblematiche che trasformano i dati statistici in volti umani. Il Direttore dell’Osservatorio, Antonio Belmonte, ha richiamato l’attenzione su casi limite come quello di Francesca, lavoratrice con busta paga ma senza fissa dimora, costretta a ricorrere alle mense sociali, o di Abdoul, pagato a cottimo con compensi inferiori ai minimi previsti dai Contratti Collettivi Nazionali.
«Non possiamo festeggiare pienamente finché oltre il 13% dei lavoratori vive sotto la soglia di povertà» ha dichiarato Antonio Belmonte. «La Calabria è diventata un’isola dove i salari sono compressi e i diritti fondamentali spesso tralasciati. Il nostro monitoraggio parla chiaro: la povertà lavorativa è una realtà strutturale che genera nuove povertà, costringendo chi lavora a chiedere aiuto per i beni di prima necessità».
L’analisi evidenzia inoltre un legame diretto tra bassi salari e carenza di sicurezza. La vulnerabilità contrattuale riduce la forza dei lavoratori nel pretendere standard di tutela adeguati, alimentando il fenomeno degli infortuni sul lavoro. Il Vicedirettore Amato Napolillo ha sottolineato la necessità di una trasformazione del sistema: «Le nostre denunce sono analisi documentate di un sistema che va trasformato per mettere al centro la persona. Il lavoro dignitoso integra; al contrario, il lavoro povero colpisce duramente uomini, donne, giovani e stranieri, costretti all’emigrazione o all’accettazione di condizioni umilianti».
Le prospettive del Decreto Lavoro e il contrasto allo sfruttamento
In risposta a queste criticità, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge Lavoro. Il provvedimento introduce misure specifiche per promuovere l’occupazione stabile e il rinnovo dei contratti, oltre a contrastare il caporalato e lo sfruttamento legato all’economia digitale. Con uno stanziamento di 934 milioni di euro, l’obiettivo dichiarato è il rafforzamento della dignità dei lavoratori, con incentivi mirati per l’impiego di donne e giovani.
L’Osservatorio Regionale sulle Nuove Povertà, in sinergia con la Regione Calabria e il Ministero del Lavoro, rinnova l’impegno a vigilare affinché il lavoro torni a essere il fondamento di una cittadinanza dignitosa, come previsto dalla Costituzione, contrastando attivamente ogni forma di marginalità sociale derivante dalla povertà lavorativa.



