La memoria del Carabiniere Giovan Battista Aloe, Medaglia d’Oro al Merito Civile, vive da oggi nel marmo della Stazione Carabinieri di Lago. In una cerimonia solenne e carica di commozione, la sede del locale Comando è stata ufficialmente intitolata al militare calabrese che perse la vita il 19 agosto 1949 nella strage di Passo di Rigano, vittima di un vile attentato dinamitardo della banda di Salvatore Giuliano.
Una cerimonia tra istituzioni e territorio
L’evento ha visto la partecipazione delle massime cariche civili e militari della provincia. Accolto dalle note della “Fedelissima”, il Generale di Divisione Riccardo Sciuto, Comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, ha reso omaggio al reparto di formazione composto dai militari del Comando Provinciale, dei Carabinieri Forestali e dello Squadrone Eliportato Cacciatori.
Presenti al fianco del Sindaco di Lago, Fiorenzo Scanga, anche il Prefetto di Cosenza, Rosa Maria Padovano, il Presidente della Provincia Biagio Antonio Faragalli, oltre ai vertici della magistratura e delle altre Forze di Polizia.
Il monito del Generale: «Scegliete da che parte stare»
Particolarmente incisivo è stato l’intervento del Generale Sciuto. Nel ricordare i sei commilitoni caduti insieme ad Aloe, l’Alto Ufficiale si è rivolto direttamente ai numerosi studenti presenti. L’invito è stato quello di rifuggire l’influenza dei “falsi miti” veicolati da certi prodotti cinematografici o social che romanzano la criminalità.
“Il sacrificio di Aloe deve aiutare i giovani a capire da che parte stare,” ha sottolineato il Generale, “scegliendo un campo che rifiuti le violenze e i soprusi di criminali come Salvatore Giuliano, spesso erroneamente dipinti come eroi.”
Il ricordo della sorella e la targa marmorea
Il momento più toccante della giornata è stato affidato alla madrina della cerimonia, la signora Fernanda Aloe, sorella del decorato. Accompagnata dalle autorità, ha svelato la targa che riporta la motivazione della Medaglia d’Oro: un tributo a quel “coraggio eccezionale” mostrato in Sicilia contro una temutissima banda armata.
A margine dell’evento, la signora Fernanda ha condiviso un ricordo intimo che ha commosso i presenti: aveva solo cinque anni quando i Carabinieri bussarono alla porta di casa per annunciare la morte del fratello. Un dolore così profondo che segnò il destino della sua famiglia, portandola anni dopo a scegliere di non emigrare per restare accanto ai genitori, custodi di quella memoria che oggi l’intera comunità di Lago ha voluto onorare.
La motivazione della Medaglia d’Oro: “Splendido esempio di altissimo senso del dovere e di elette virtù civiche, spinti fino all’estremo sacrificio. 19 agosto 1949 – Passo di Rigano (Palermo)”



