Le residenze artistiche nate lungo il fiume nel centro storico di Cosenza, note come BoCs Art, sono finite al centro di una dura denuncia da parte del Comitato Spontaneo Piazza Spirito Santo.
Inaugurati nel 2015, questi spazi erano stati concepiti come il fulcro di un ambizioso progetto di rigenerazione urbana. L’obiettivo originario era trasformare l’area in un vivace distretto culturale dedicato alla produzione artistica e allo scambio creativo, capace di restituire una nuova identità a una zona strategica della città calabrese.
A distanza di oltre dieci anni dall’avvio di quell’esperienza, l’immagine attuale del Lungo Fiume restituisce tuttavia uno scenario di profonda sofferenza. Quello che doveva essere un simbolo di rinascita appare oggi segnato da atti vandalici, strutture lasciate all’abbandono e una generale condizione di incuria che interessa l’intero perimetro dell’area.
La richiesta di intervento alle istituzioni
Il Comitato ha espresso una preoccupazione crescente per la perdita di questo patrimonio pubblico, sottolineando come la mancanza di manutenzione e controllo stia vanificando gli sforzi compiuti in passato. Le richieste rivolte alle autorità competenti sono precise e mirano a un ripristino immediato della sicurezza e della funzionalità dei luoghi. In particolare, viene sollecitata la riattivazione dei sistemi di videosorveglianza e un incremento del pattugliamento del territorio per contrastare i fenomeni di vandalismo.
Oltre alle misure di sicurezza, i cittadini chiedono la definizione di un piano concreto che non si limiti alla semplice riparazione dei danni, ma che preveda un rilancio complessivo del progetto BoCs Art. Il recupero strutturale deve quindi procedere di pari passo con una nuova visione strategica capace di riportare gli artisti e la cultura all’interno delle scatole trasparenti del centro storico.
Un appello alla responsabilità collettiva
Il dibattito sollevato dal Comitato Piazza Spirito Santo non si rivolge esclusivamente alla sfera politica, ma chiama in causa l’intera comunità cosentina. La cura dei beni comuni viene indicata come l’unico strumento efficace per difendere il patrimonio della città a lungo termine. Il rispetto per gli spazi pubblici è visto come un atto necessario per preservare le prospettive future del territorio, partendo dal presupposto che l’abbandono della cultura coincida inevitabilmente con l’abbandono del futuro stesso della città.



