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Alta Velocità a Scalea: la cronistoria di un successo nato dal territorio e non dalla politica

L’Unione delle Associazioni della Riviera dei Cedri e del Pollino interviene con una nota ufficiale per fare chiarezza sull’iter che porterà all’aumento delle fermate dei treni alta velocità presso la stazione di Scalea. La presa di posizione nasce dalla necessità di ripristinare la realtà dei fatti in seguito alle recenti comunicazioni diffuse dall’amministrazione comunale, rivendicando la paternità di un percorso iniziato nel 2020.

Il ruolo del territorio e delle associazioni

Il potenziamento dei servizi ferroviari nella Riviera dei Cedri non sarebbe l’esito di iniziative amministrative recenti, ma il frutto di un lavoro di semina e interlocuzione costante portato avanti dalle realtà associative. Fu proprio l’Unione delle Associazioni, sei anni fa, a promuovere l’istituzione delle prime fermate alta velocità a Scalea, individuando lo scalo come punto strategico per caratteristiche logistiche. Da quel momento, il dialogo con la società Italo non si è mai interrotto, puntando a ottenere nuovi collegamenti e una visione d’insieme che includesse l’intero territorio.

Secondo quanto dichiarato dall’Unione, l’attuale annuncio del Comune mancherebbe di precisione e completezza. In particolare, la nota associativa sottolinea come la corsa 8158 verso nord, presentata come una novità assoluta, fosse in realtà già presente nel 2020. Successivamente, tale corsa era stata sostituita dalla 8134 per favorire le lunghe percorrenze verso Milano e Torino, garantendo orari più funzionali ai viaggiatori diretti verso il nord Italia e la Valle d’Aosta.

Incongruenze tecniche e lacune informative

L’Unione delle Associazioni evidenzia diverse anomalie nella comunicazione istituzionale. Oltre alla mancanza di dettagli sulla periodicità del servizio, che sarà operativo dal 14 giugno con frequenza annuale, viene segnalata l’assenza di riferimenti alla corsa speculare verso sud. La gestione dei servizi ferroviari avviene solitamente in coppia e l’omissione di una direzione solleva dubbi sulla profondità delle interlocuzioni citate dall’ente locale.

Viene inoltre sollevata la questione delle coincidenze e della sovrapposizione oraria: la corsa 8158 ricalca infatti gli orari del Frecciargento 8868 Reggio-Roma, creando un potenziale conflitto di offerta anziché un’armonizzazione del quadro orario complessivo. Queste lacune confermerebbero, secondo le associazioni, che i risultati ottenuti siano il riflesso di un lavoro tecnico pregresso non imputabile all’azione politica corrente.

Il rischio isolamento e il futuro dell’alta velocità

Al di là delle singole fermate, la preoccupazione delle realtà territoriali si sposta sulla pianificazione della nuova linea alta velocità Salerno-Reggio Calabria. Il timore espresso riguarda il possibile isolamento dell’Alto Tirreno Cosentino, poiché l’attuale definizione del tracciato fino a Cosenza non appare ancora chiara.

L’Unione delle Associazioni interroga la politica locale sul silenzio relativo a questa infrastruttura strategica, chiedendosi se tale atteggiamento sia frutto di disinteresse o di una strategia deliberata. La richiesta finale è quella di una politica capace di mettere a sistema le energie positive del territorio, evitando di attribuirsi meriti altrui e lavorando invece per garantire che la Riviera dei Cedri non venga esclusa dai grandi flussi di mobilità nazionale.