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Deteneva 261 bombole di Gpl in modo illegale, denunciato un uomo nel Cosentino

L’attività di monitoraggio nel settore dei prodotti energetici ha portato a un significativo intervento nella provincia di Cosenza, mirato a contrastare irregolarità che mettono a rischio non solo l’erario, ma anche la pubblica incolumità. I militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Cosenza hanno concluso un’operazione che ha condotto al sequestro di un ingente quantitativo di bombole di gas detenute in condizioni precarie e prive delle necessarie autorizzazioni.

L’operazione è scaturita da un controllo stradale effettuato lungo la statale 106 Jonica dai finanzieri della Tenenza di Montegiordano. Durante il posto di blocco, i militari hanno intercettato un automezzo carico di bombole di Gas Petrolifero Liquefatto destinate alla vendita al dettaglio. Questo primo accertamento ha dato il via a una più vasta indagine sulla filiera commerciale di riferimento, permettendo di individuare il luogo di stoccaggio della merce.

Le criticità del deposito e i rischi per la sicurezza

Gli accertamenti condotti presso il sito individuato, un deposito a cielo aperto, hanno evidenziato una situazione di estrema pericolosità. L’area risultava infatti totalmente priva delle autorizzazioni antincendio e delle minime misure di sicurezza previste dalla normativa vigente per la gestione di materiali infiammabili. All’interno dello spazio sono state rinvenute 261 bombole, per un peso complessivo superiore a 3.800 chilogrammi, stoccate in modo irregolare e pronte per essere immesse sul mercato.

Oltre alle mancanze strutturali e di sicurezza, i finanzieri hanno rilevato l’assenza delle autorizzazioni fiscali obbligatorie per la vendita al dettaglio di GPL, unitamente alla carenza delle prescritte autorizzazioni amministrative relative allo stoccaggio di sostanze potenzialmente pericolose e alla tutela dei luoghi di lavoro.

Provvedimenti giudiziari e ipotesi di reato

In seguito alla scoperta delle gravi irregolarità, l’intero quantitativo di materiale è stato sottoposto a sequestro. Il responsabile dell’attività è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Castrovillari per diverse ipotesi di reato. Tra le contestazioni figurano l’omessa presentazione della segnalazione certificata di inizio attività (Scia), l’assenza del certificato di prevenzione incendi e la mancata denuncia all’autorità di materiale esplodente.

L’intervento sottolinea il costante impegno istituzionale nel prevenire attività illecite che possano generare pericoli concreti per i cittadini, specialmente in un contesto globale in cui il mercato energetico è sottoposto a forti pressioni. Occorre precisare che il procedimento versa attualmente nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità del soggetto coinvolto sarà formalmente accertata solo a seguito di una sentenza definitiva di condanna.