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Sblocco del fondo “Dopo di Noi”: la Regione Calabria accelera per recuperare 3 milioni di euro

La Regione Calabria ha avviato un’azione decisa per definire la gestione dei fondi legati alla legge sul Dopo di Noi. L’obiettivo è convertire somme residue in progetti volti all’autonomia, alla deistituzionalizzazione e al miglioramento delle soluzioni abitative per i soggetti privi di sostegno familiare. Durante un incontro svoltosi nella Cittadella regionale di Catanzaro con gli Ambiti territoriali sociali, è emersa la necessità di superare le criticità riscontrate in diversi territori, dove importanti risorse risultano ancora ferme.

Dalla ricognizione effettuata dal Dipartimento Welfare è emersa una situazione eterogenea. Mentre alcuni Ambiti hanno completato la rendicontazione entro il termine del 31 dicembre 2025, altri presentano economie consistenti. Tra i casi più rilevanti si segnalano Reggio Calabria con circa 500.000 euro non rendicontati, Catanzaro con oltre 400.000 euro e Corigliano-Rossano con somme superiori ai 200.000 euro. Complessivamente, la cifra che rischiava di essere redistribuita altrove ammonta a quasi 3 milioni di euro.

Intervento regionale e scadenze per gli Ambiti

Per scongiurare la perdita di questi finanziamenti, l’amministrazione regionale ha aperto un confronto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ottenendo la possibilità di recuperare le somme a condizione di un loro rapido impiego. La Giunta regionale ha approvato la deliberazione numero 201/2026, stabilendo che le risorse debbano essere finalizzate a progetti individuali immediati.

“Abbiamo convocato questa riunione con un obiettivo chiaro: chiudere definitivamente la questione delle risorse del Fondo Dopo di Noi per le annualità 2016, 2017 e 2018. Ogni euro fermo deve diventare un intervento. Ogni intervento deve diventare una risposta concreta per le persone con disabilità grave e per le loro famiglie”, ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface.

Il Dipartimento ha notificato una nota a 21 ATS, tra cui Cosenza, Crotone, Vibo Valentia e altri centri della regione, chiedendo lo sblocco delle procedure di liquidazione entro dieci giorni. L’intero iter dovrà concludersi entro il 31 maggio. In caso di persistente inerzia, la Regione attiverà i poteri sostitutivi attraverso la nomina di commissari ad acta per garantire l’erogazione dei servizi.

Prospettive per la programmazione sociale

L’azione di recupero dei fondi si inserisce in una visione più ampia della riforma del sistema di welfare calabrese. La piena utilizzazione di queste somme è infatti necessaria anche per sbloccare i finanziamenti delle annualità future. L’orientamento regionale punta a superare il criterio della distribuzione basata sulla sola quota capitaria, privilegiando l’analisi del fabbisogno reale dei territori.

“Le risorse sono negli Ambiti e la responsabilità dell’attuazione è negli Ambiti. Da oggi chiediamo una programmazione esecutiva puntuale: stato aggiornato delle somme, elenco degli interventi attivabili, istanze ammissibili, tempi di liquidazione e cronoprogramma operativo. Non servono più analisi. Servono atti, tempi e risultati”, ha sottolineato Straface, precisando che il commissariamento non ha natura punitiva ma rappresenta una garanzia per i cittadini. Nei prossimi giorni l’attività si concentrerà sulla definizione del nuovo Piano sociale, con l’obiettivo di fornire risposte più efficaci alle oltre 120.000 famiglie in condizione di povertà e alla popolazione con disabilità.