Venerdì 8 maggio, alle ore 11,30, il Teatro Auditorium dell’UniCal ospiterà il seminario intitolato Giustizia e responsabilità: lo Stato contro le mafie. L’evento, promosso dal Dipartimento di Culture, Educazione e Società (DiCES), si inserisce nel quadro del XV ciclo di Pedagogia dell’Antimafia, un percorso formativo attivo dal 2011 che mira a promuovere un cambiamento sociale attraverso l’educazione.
L’iniziativa intende superare la visione esclusivamente repressiva della lotta alla criminalità organizzata, puntando sulla costruzione di un alfabeto condiviso basato sui concetti di diritto e responsabilità. L’obiettivo è trasformare l’università in un presidio di democrazia e in uno spazio di elaborazione critica capace di rispondere alle fragilità sociali e alla crisi dei legami comunitari.
I protagonisti dell’incontro e il premio Iustitia
L’apertura dei lavori vedrà i saluti istituzionali del rettore Gianluigi Greco, del direttore generale Candeloro Bellantoni, della direttrice del DiCES Maria Mirabelli e della coordinatrice Rossana Adele Rossi. L’introduzione sarà curata dalla professoressa Simona Perfetti, mentre il coordinamento scientifico sarà affidato a Giancarlo Costabile.
Il fulcro del seminario sarà costituito dagli interventi di Giuseppe Borrelli, procuratore capo della DDA di Reggio Calabria, e di Salvatore Curcio, procuratore capo della DDA di Catanzaro. Ai due magistrati verrà conferito il Premio Iustitia, un riconoscimento destinato a chi si distingue nella difesa dello Stato democratico e dei diritti costituzionali. La loro presenza sottolinea l’importanza di un dialogo diretto tra magistratura e nuove generazioni, lontano da retoriche celebrative e orientato alla testimonianza dell’impegno pubblico.
Il ruolo della scuola e le esperienze di frontiera
Il confronto valorizzerà anche il contributo fondamentale del mondo della scuola nei contesti territoriali più complessi. Parteciperanno infatti Matteo Croce, dirigente del liceo Danilo Dolci di Brancaccio a Palermo, e Maria Rosaria Russo, dirigente dell’istituto Raffaele Piria di Rosarno. Queste realtà rappresentano esempi concreti di come l’istruzione possa trasformarsi in uno strumento di emancipazione sociale e di resistenza alle dinamiche mafiose.
Le conclusioni della giornata saranno affidate al professor Giovanbattista Trebisacce. L’incontro ribadisce l’idea di un’università pubblica che non resta isolata nel sapere teorico, ma che assume una posizione attiva nelle contraddizioni del presente, promuovendo una pedagogia della giustizia che coinvolge l’intera comunità educante.



