Si è svolto un intenso confronto, durato quasi 3 ore, tra i vertici della Regione Calabria e la delegazione di Ugl Autonomie per affrontare i nodi cruciali della vertenza che riguarda i lavoratori ex lsu lpu.
Questi dipendenti costituiscono oggi il 95% della forza lavoro all’interno dei comuni calabresi, rappresentando il bacino di precariato più longevo del territorio regionale. All’incontro hanno preso parte il vice presidente della giunta Filippo Mancuso, l’assessore al lavoro Giovanni Calabrese e il capogruppo Pierluigi Caputo. Per la parte sindacale era presente una delegazione composta dai dirigenti Gianvincenzo Benito Petrassi, Romolo Cozza, Oreste Valente, Luca Muzzopappa, Giovanni Conforti e Giulio Pignataro.
Le richieste sindacali e la risposta istituzionale sul fondo storicizzato
Al centro della discussione è stata posta la necessità di ripristinare integralmente il fondo storicizzato. La Regione ha comunicato l’intenzione di recuperare solo una parte delle economie del fondo per reinvestirle nell’aumento delle ore lavorative a partire dall’annualità 2025. Una posizione che l’Ugl ha giudicato solo parzialmente soddisfacente. Il sindacato ha ribadito la volontà di proseguire la mobilitazione affinché l’intero ammontare delle economie venga reimpiegato a favore dei lavoratori, sottolineando come la piena operatività della piattaforma sindacale sia l’unica strada per dare risposte concrete a migliaia di precari.
Mobilità tra enti e contributi previdenziali
Un altro punto cardine riguarda la mobilità tra i diversi enti. Nonostante i precedenti tentativi falliti segnalati dall’assessore Calabrese, l’Ugl ha evidenziato una maggiore apertura riscontrata durante i recenti incontri presso il Ministero del Lavoro. Gli esponenti della Regione si sono detti pronti a sostenere questa istanza nelle future convocazioni ministeriali. Parallelamente, l’attenzione è stata focalizzata sulla questione dei contributi previdenziali, essenziale per garantire un trattamento pensionistico dignitoso ed evitare situazioni di povertà al termine della carriera lavorativa. I rappresentanti regionali hanno definito la problematica meritevole di un approfondimento tecnico che non era mai approdato prima d’ora ai tavoli di trattativa.
Verso un coinvolgimento dei comuni e dell’anci
L’incontro rappresenta l’inizio di un percorso volto alla risoluzione definitiva di una vertenza che si trascina da trenta anni. Il sindacato ha chiesto formalmente che ai prossimi tavoli di confronto partecipi anche l’Anci, coinvolgendo direttamente i sindaci. Secondo quanto riportato nella nota sindacale, i comuni sono i principali beneficiari di quello che viene definito come lavoro povero legalizzato e non possono prescindere dall’apporto determinante di questi dipendenti. “Questo è solo il primo incontro di un percorso che dovrà portare alla risoluzione definitiva di questa trentennale vertenza”, conclude il comunicato dell’Ugl, rimarcando l’importanza di aver riportato tutte le tematiche della piattaforma sindacale al centro dell’agenda politica regionale.



