Le strade di Cosenza si sono svegliate tappezzate da un messaggio chiaro e diretto: “Co-senza Ospedale”. L’iniziativa, promossa dal Comitato spontaneo 31 Ottobre, segna l’inizio di una mobilitazione che mira a contrastare lo spostamento dell’hub ospedaliero dal capoluogo bruzio. Attraverso l’uso di manifesti in stile tradizionale, il gruppo intende sensibilizzare la cittadinanza su quello che viene definito come un imponente finanziamento pubblico destinato a privare la città della sua principale struttura sanitaria.
La scelta di una comunicazione visiva d’altri tempi risponde alla volontà di colpire l’attenzione pubblica in modo trasversale. Secondo gli esponenti del comitato, la difesa del presidio non è solo una questione amministrativa, ma rappresenta la sfida politica più rilevante per il futuro del tessuto urbano e sociale di Cosenza.
Le dichiarazioni di Arnaldo Golletti sulla centralità dell’hub
Arnaldo Golletti ha sottolineato la gravità della situazione legata al possibile trasferimento della struttura. “Privare il capoluogo dell’hub è uno scippo senza precedenti”, ha dichiarato Golletti, ricordando inoltre il valore storico della costruzione originaria. “L’ospedale fu realizzato da Tommaso Arnoni e l’impresa Coscarella restituì 500.000 lire rispetto alle 5.000.000 di lire previste”.
Il riferimento storico serve a rimarcare l’appartenenza dell’ospedale alla comunità cosentina, rendendo inaccettabile l’idea di una città capoluogo sprovvista di un simile presidio. “Non esiste in nessuna città europea o mondiale che una città capoluogo sia sprovvista dell’hub”, ha aggiunto l’esponente del comitato, liquidando come poco credibili le proposte alternative basate sulla creazione di una “cittadella della salute”.
Una mobilitazione politica e sociale necessaria
Nonostante il Comune di Cosenza abbia già intrapreso la via legale impugnando gli atti amministrativi, il Comitato 31 Ottobre spinge per una reazione popolare che superi le aule dei tribunali. L’obiettivo è trasformare la questione in una battaglia politica corale che coinvolga ogni fascia della popolazione, senza distinzioni di categoria.
La difesa dell’ospedale viene presentata come una necessità per evitare un declino funzionale e urbanistico della città. La richiesta finale è quella di una mobilitazione collettiva per proteggere un servizio essenziale, impedendo che decisioni calate dall’alto possano compromettere definitivamente il diritto alla salute e la centralità di Cosenza nel panorama regionale.



