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Cosenza abbandonata a sé stessa, la dura accusa di Giacomo Mancini

La situazione della manutenzione urbana a Cosenza continua a sollevare forti preoccupazioni. Le ultime segnalazioni mettono in evidenza una serie di disservizi che colpiscono diverse zone del territorio cittadino, riaccendendo il dibattito sulla gestione dei servizi essenziali e sulla cura dello spazio pubblico. I disagi spaziano dalle problematiche igienico-sanitarie all’interno delle abitazioni private fino ai guasti alle reti idriche e fognarie in aree di recente riqualificazione o nel centro storico.

Le dichiarazioni di Giacomo Mancini

Sul tema è intervenuto Giacomo Mancini, esponente della direzione del Partito Democratico della Calabria ed ex deputato socialista, che ha raccolto e documentato le segnalazioni dei residenti attraverso i propri canali social.

Mancini ha evidenziato la gravità della situazione affermando:

«Non sono episodi isolati. È il segno di una città abbandonata. Prima la visita alla signora Lina che abita nei pressi degli Archi di San Biase, costretta a convivere con liquami e condizioni indegne dentro casa. Poi la perdita d’acqua a Piazza dei Follari, su una pavimentazione appena realizzata. Adesso la fogna che sversa sulla strada pubblica in via dell’Accademia. Non siamo davanti a casi isolati. Siamo davanti al racconto quotidiano di una città abbandonata a sé stessa».

Secondo l’esponente politico, il rischio maggiore è legato all’assuefazione da parte della comunità nei confronti di tali disservizi.

«La cosa più grave è che tutto questo stia diventando normale. Non è normale che famiglie debbano vivere tra i liquami. Non è normale che una piazza sulla quale sono state spese risorse pubbliche già presenti perdite e sprechi d’acqua. Non è normale che nel cuore della città antica una fogna possa riversarsi sulla strada pubblica senza che nessuno intervenga immediatamente».

La richiesta di una programmazione per la cura del territorio

I canali di comunicazione utilizzati per diffondere i video e le denunce stanno raccogliendo un numero crescente di interazioni, configurandosi come uno strumento di monitoraggio diffuso sul territorio.

«I tanti messaggi, video e segnalazioni che ricevo ogni giorno raccontano un disagio diffuso. I miei social stanno diventando uno spazio civico di denuncia e ascolto che evidentemente oggi manca altrove».

La critica si sposta poi sulle modalità con cui vengono gestiti i problemi strutturali della città, giudicate frammentarie e non inserite in un piano organico di interventi.

«Cosenza appare senza manutenzione, senza controllo e soprattutto senza una direzione. Si interviene solo alcune volte quando esplode l’emergenza, spesso in modo improvvisato e superficiale, senza una vera programmazione. Eppure questa città merita molto di più del degrado e delle pezze messe all’ultimo momento. Cosenza ha bisogno di tornare ad avere dignità, cura e una bussola».