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Aggressione nel carcere di Catanzaro, agente colpito al volto da un detenuto

Un nuovo episodio di violenza si è verificato all’interno della casa circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro nella serata del 14 maggio 2026. Durante le consuete operazioni di chiusura serale, un agente di Polizia Penitenziaria è stato aggredito da un detenuto. L’aggressione è avvenuta nel momento in cui l’operatore ha invitato l’uomo a rientrare nella propria camera di pernottamento; a quel punto, il detenuto ha colpito il poliziotto con un pugno al volto.

A causa del trauma riportato, il personale medico ha riscontrato lesioni guaribili con una prognosi di 7 giorni. L’evento ha temporaneamente destabilizzato l’ordine e la sicurezza della struttura calabra, creando forti difficoltà nella gestione delle attività operative. La situazione è tornata alla normalità soltanto grazie all’intervento tempestivo degli altri agenti in servizio, che sono riusciti a evitare conseguenze peggiori e a ristabilire il controllo del reparto.

La ferma condanna dell’Unione Sindacati Polizia Penitenziaria

L’episodio ha sollevato l’immediata reazione del sindacato Uspp, che ha espresso una ferma condanna per l’accaduto e ha manifestato piena solidarietà e auguri di pronta guarigione al collega ferito. L’organizzazione sindacale ha evidenziato come il contesto operativo per il personale di custodia sia diventato ormai insostenibile, descrivendo lo scenario attuale come una situazione fuori controllo in cui gli operatori si trovano a lavorare in condizioni di rischio costante.

Richiesta di interventi immediati e riforme strutturali

Di fronte alla gravità dei fatti, l’Uspp si è rivolta direttamente alla direzione della casa circondariale per chiedere l’applicazione immediata di provvedimenti disciplinari e di sicurezza nei confronti del detenuto responsabile, seguendo rigorosamente quanto previsto dall’ordinamento penitenziario. La richiesta punta a lanciare un segnale chiaro per prevenire il ripetersi di simili atti di violenza e per innalzare il livello di protezione dei lavoratori.

Oltre alle misure specifiche per l’istituto di Catanzaro, il sindacato ha richiamato l’amministrazione centrale alla responsabilità di attuare riforme più ampie e strutturali sull’intero sistema penitenziario nazionale. La sigla sindacale ha ribadito che la tutela dell’incolumità degli operatori non è negoziabile, esigendo risposte concrete e tempestive per garantire l’incolumità di chi lavora nelle carceri.