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Un talento d’oro: Pierpaolo Furlano, il “professore” calabrese che supera la fiction

Dal 2021 i telespettatori italiani sono incollati agli schermi della Rai per seguire “Un professore”, la celebre serie televisiva in cui Alessandro Gassmann interpreta Dante Balestra, un carismatico insegnante di filosofia capace di entrare in profonda empatia con i suoi alunni, usando la cultura come bussola di vita. Ma se la fiction si muove tra le mura del liceo Da Vinci di Roma, la realtà supera la finzione e parla calabrese.

A Cosenza esiste un professore reale che incarna perfettamente quel modello di accoglienza, carisma e competenza. È Pierpaolo Furlano, classe 1982, cosentino doc e docente di disegno anatomico presso le Scuole Riccardo Misasi, istituto paritario che comprende la scuola media bilingue e il liceo scientifico internazionale. Si tratta di un talento cristallino, riconosciuto e premiato in tutta Italia, di cui però la Calabria spesso ignora l’immensa fortuna di avere tra le proprie eccellenze “made in Calabria”.

Un’eccellenza calabrese tra fede, arte e scienza: l’anima di un artista poliedrico

Pierpaolo nasce artista, guidato da una vocazione innata che si manifesta fin dai primissimi anni di vita: a soli due anni, infatti, i pavimenti e i muri di casa diventano le sue prime tele spontanee e a dieci anni dipinge già la sua prima vera opera a olio, un’intensa raffigurazione di Cristo alla colonna. Questa profonda vena artistica affonda le sue radici in un’eredità familiare preziosa, trasmessa da papà Vincenzo, storico capotreno delle Ferrovie Calabro Lucane ma anche uomo dall’immenso estro creativo. Il padre, che insieme a mamma Marisa ha festeggiato i 62 anni di matrimonio nel gennaio 2026, lavorava magistralmente il legno e non solo; da giovane ha scritto diverse poesie, vinto concorsi e realizzato ben 63 anni fa uno straordinario lampadario interamente a mano, un’opera d’arte talmente complessa e unica da essere considerata impossibile da quantificare sotto il profilo del puro valore economico.

Fortificato da questo ambiente stimolante, Pierpaolo unisce un sorriso rassicurante a una formazione accademica d’altissimo livello. Dopo il diploma al liceo artistico statale di Cosenza, ha conseguito la laurea con 110 e lode all’Accademia di belle arti di Catanzaro, con specializzazione in pittura a indirizzo illustrazione medico-scientifica, a cui è seguita la specialistica in arti visive dello spettacolo. Il suo percorso vanta inoltre un diploma in arte di scalpellino con il massimo dei voti, un diploma di restauratore lapideo e uno nello studio e restauro di stoffe e arazzi della Calabria del Cinquecento, oltre a un baccalaureato in scienze religiose e all’abilitazione all’insegnamento conseguita nel 2025.

Cristiano cattolico praticante, attivo nel Rinnovamento nello Spirito e nella parrocchia Sacro Cuore di Gesù e Madonna di Loreto sotto la guida di don Aldo Giovinco, Furlano traduce la sua fede in un impegno civile e pedagogico unico. Il suo pensiero invita infatti a fermarsi sulle pozzanghere e gli stagni del mondo, perché è proprio lì che può trovarsi la ricchezza nascosta da aiutare a far sbocciare liberamente.

Dalla cattedra al cuore degli studenti: la pedagogia calabrese dell’ascolto

Dal 2024, Pierpaolo Furlano porta la sua luce alle scuole Misasi di Cosenza, dove è diventato l’insegnante più amato dagli studenti. Il segreto del suo successo risiede nella capacità di unire una competenza millimetrica a un fattore umano fuori dal comune. Il professore promuove l’ascolto attivo, bandisce il giudizio e trasforma l’errore in uno strumento fondamentale di crescita, instaurando una relazione positiva basata sulla fiducia e sull’ottimo rapporto con le famiglie.

Attraverso una didattica attiva, innovativa e personalizzata, che richiama il principio vichiano del “Verum ipsum factum”, Furlano non si limita a trasmettere nozioni teoriche calate dall’alto, ma guida i ragazzi a fare esperienza pratica della bellezza del creato, valorizzando le differenze individuali per trasformare ogni studente in un discente attivo del proprio percorso formativo.

Il richiamo della scienza medica: l’illustratore calabrese conteso dagli atenei d’Europa

La firma di Pierpaolo Furlano non si trova solo sulle tele o nelle aule scolastiche, ma anche sui più prestigiosi atlanti medici nazionali e internazionali. La sua straordinaria abilità nel disegno anatomico e scientifico lo ha portato a collaborare con eccellenze mediche e universitarie di primissimo piano, come l’Università di Parigi e l’Università di Roma Tor Vergata, per le quali ha realizzato una serie di tavole anatomiche sul bulbo oculare e la riabilitazione visiva.

Il suo talento è stato richiesto anche dall’Università Magna Graecia di Catanzaro per i reparti di cardiologia e maxillo-facciale, dall’ospedale Annunziata di Cosenza per i reparti di chirurgia epatobiliare, neurologia e urologia, e dal S.Anna Hospital di Catanzaro per la chirurgia vascolare. Questa branca della sua attività si è concretizzata anche nella pubblicazione della monografia personale intitolata “Il cranio, evoluzione infantile, osteologia – miologia” del 2012 e nel terzo posto nazionale ottenuto al prestigioso premio Giliola Gamberini a Bologna, con l’esposizione delle sue opere al museo delle cere anatomiche Luigi Cattaneo.

La consacrazione alla Biennale di Venezia: l’orgoglio dell’arte contemporanea calabrese con Vittorio Sgarbi

Se il mondo della medicina lo stima, quello dell’arte contemporanea lo ha letteralmente consacrato. Il culmine della sua carriera artistica arriva nel 2011, quando partecipa alla storica 54ª esposizione internazionale d’arte della Biennale di Venezia all’interno del progetto “L’arte non è cosa nostra”, fortemente voluto dal curatore Vittorio Sgarbi. Furlano ha conquistato la critica prima a Milano, nella Sala del Re in Galleria Vittorio Emanuele, e successivamente a Torino presso la Sala Nervi, esponendo un capolavoro unico al mondo, ovvero un monumentale Cristo in cartone alto due metri e quindici centimetri, profondamente segnato dai tratti della passione.

La scultura, totalmente priva di strutture di supporto interne, è il frutto di una tecnica costruttiva segreta e geniale. Lo stesso Vittorio Sgarbi, elogiando pubblicamente l’opera del giovane cosentino, ne ha sottolineato la fatica e la genialità nel trasformare un materiale povero in qualcosa di prezioso. Il successo è stato tale da spingere il critico Giorgio Gregorio Grasso a definire Furlano come un brillante, geniale e rivoluzionario artista tra i futuri grandi dell’arte, dedicandogli copertine e spazi su prestigiose riviste di settore come Hestetica ed Euro Arte.

Un talento d’oro calabrese che la sua terra deve imparare a valorizzare

Nonostante i successi a Milano, Torino, Bologna, le mostre personali e le collaborazioni istituzionali con l’Arma dei Carabinieri o con lo stilista Claudio Greco, Pierpaolo è rimasto il giovane umile e generoso di sempre, con anni di volontariato alle spalle presso l’Associazione italiana sclerosi multipla e la cura instancabile dei ragazzi della sua parrocchia.

Nel 2012 la commissione cultura del comune di Cosenza lo ha premiato con il titolo emblematico di “Nemo propheta in patria”. Un riconoscimento importante, seguito dalla promessa di fargli realizzare un’opera pubblica per la sua città, una promessa che tuttavia, a oggi, attende ancora di essere concretizzata. La Calabria ha tra le mani un tesoro d’oro puro, un artista internazionale, uno scienziato del disegno e, soprattutto, un educatore illuminato che ogni giorno insegna ai nostri ragazzi che il cuore che ama comprende sempre più della mente. È tempo che tutta la comunità si stringa attorno a Pierpaolo Furlano, riconoscendolo come un vero orgoglio culturale della nostra terra.