La mobilità in Calabria subisce un nuovo duro colpo con la chiusura delle prenotazioni per i viaggi in autobus verso il Nord Italia. La decisione, che interessa le storiche autolinee un tempo gestite dalla Simet S.p.A. di Corigliano Rossano e oggi rientranti nel perimetro di Busitalia (Gruppo Ferrovie dello Stato), ha sollevato forti preoccupazioni sia per il progressivo isolamento infrastrutturale della regione, sia per la tenuta occupazionale del personale della sede ionica.
Le critiche alla gestione di Busitalia e il nodo delle tutele occupazionali
La decisione di ridimensionare le tratte a lunga percorrenza ha suscitato la reazione della rappresentanza sindacale aziendale. In una nota ufficiale, Elda Renna, esponente della Faisa Cisal, ha espresso una netta contrarietà verso le ultime scelte strategiche che colpiscono i collegamenti su gomma.
«Sono già chiuse le liste per poter prenotare un posto in partenza dalla Calabria verso il Nord, una decisione che porta disagi ad un territorio già privo di servizi di comunicazione. Vengono chiuse le linee che hanno fatto la storia del trasporto su gomma in Calabria, le prime linee nate quando nessuno ancora ci aveva pensato, linee nate dalla mente di un imprenditore calabrese proprietario della Simet S.p.A.».
Secondo la rappresentante sindacale, la strategia adottata non tiene conto delle necessità storiche di un’area geografica già penalizzata dalla carenza di altre modalità di trasporto.
«La recente decisione della Busitalia, gruppo Ferrovie dello Stato, lascia perplessi e soprattutto priva di una reale visione strategica per il territorio, aggravando l’isolamento infrastrutturale cui sono costretti i cittadini calabresi. Ancora una volta si scaricano sui territori più fragili le conseguenze di scelte assunte senza un adeguato confronto con le comunità locali e senza una concreta valutazione dell’impatto sociale ed economico che tali decisioni producono».
La preoccupazione principale della sigla sindacale si estende anche al futuro del personale del comparto, che in passato ha già dovuto affrontare ammortizzatori sociali e riduzioni d’organico.
«La scelta di depotenziare ulteriormente i collegamenti su gomma verso il Nord Italia è un segnale estremamente grave, soprattutto in un territorio già “monco” sotto il profilo dei servizi di trasporto ferroviario, aereo e della mobilità pubblica in generale. Questo continuo taglio di servizi porta preoccupazione anche per il futuro dei lavoratori, che hanno già vissuto nel 2022 un licenziamento collettivo, organizzato perfettamente picconando le linee che funzionavano di più, chiudendole di volta in volta o esternizzandole a terza azienda…».
Di fronte a questo scenario, il sindacato paventa l’ipotesi di ripercussioni concrete sulla stabilità delle famiglie dei dipendenti, impossibilitati a mantenere il proprio posto alle medesime condizioni attuali.
«Ci poniamo così dei quesiti: i lavoratori si ritroveranno tra alcuni mesi a dover scegliere di essere trasferiti al Nord piuttosto che essere licenziati? È possibile restare inermi mentre si tagliano ulteriori servizi ai cittadini calabresi, lasciando nell’incertezza le sorti dei lavoratori, delle lavoratrici e di intere famiglie?».
La richiesta di un tavolo istituzionale urgente con Ministero e Prefettura
La nota della Faisa Cisal mette in evidenza anche il contrasto tra le recenti dichiarazioni programmatiche delle istituzioni nazionali e l’effettiva riduzione delle corse sul territorio ionico e calabrese.
«Proprio dalla Calabria il ministro Salvini ha enfatizzato le iniziative imprenditoriali di Busitalia in tema di implementazione, efficientamento e potenziamento dei trasporti di lunga percorrenza per collegare la Calabria al resto del paese, che avrebbe portato tantissime nuove assunzioni».
Per fare chiarezza sulle prospettive industriali e difendere i livelli occupazionali, l’organizzazione sindacale ha avviato le procedure per l’apertura di un tavolo di concertazione alla presenza delle autorità locali e dei vertici societari.
«Abbiamo chiesto un incontro urgente davanti al prefetto invitando il ministro dei Trasporti, la Presidenza della giunta regionale, l’azienda Busitalia Rail Service ed inviteremo il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi insieme a tutti i sindaci del vastissimo territorio coinvolto. Siamo rammaricati per ciò che sta accadendo… La storia si ripete? Ci vogliono far tornare nel 2018 quando iniziarono i primi licenziamenti? Ci chiediamo anche: perché distruggere tutto? In favore di chi o di quale altra azienda? Sicuramente è un grave danno all’intera società calabrese ed alle lavoratrici ed i lavoratori che sono nuovamente a rischio continuando a tagliare servizi essenziali e storici. Noi non ci fermiamo, aspettiamo risposte concrete e non faremo un solo passo indietro».



