Svolta storica all’interno dell’Agesci, l’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani. Il Consiglio generale, composto da circa 300 delegati, ha approvato all’unanimità il documento intitolato “Identità di genere e orientamento sessuale e affettivo”. Il testo apre in modo esplicito all’inclusione delle persone Lgbt, comprese le persone transgender, all’interno dei gruppi scout, giungendo a compimento dopo un percorso di confronto interno durato diversi anni.
Accoglienza al centro del percorso educativo
La decisione ridefinisce le linee guida per i circa 183.000 iscritti dell’associazione, a partire dagli 8 anni in su. Al centro del provvedimento si colloca la cosiddetta pedagogia dell’accoglienza e del rispetto, considerati valori non negoziabili per lo scautismo cattolico. Il documento ribadisce la necessità di superare ogni atteggiamento discriminatorio e di promuovere percorsi formativi volti a contrastare qualsiasi forma di esclusione.
A commento della decisione, il delegato Paolo Di Tota ha precisato la posizione dell’organizzazione: “Non abbiamo paura di perdere iscritti e per noi l’accoglienza è al primo posto”. Secondo quanto dichiarato, non devono sussistere distinzioni tra ragazzi e adulti nei percorsi educativi intrapresi all’interno dell’associazione.
Il superamento delle criticità passate
Il testo approvato dai delegati fa esplicito riferimento anche a contesti del passato, richiamando l’esperienza di alcuni casi isolati di abbandono da parte di guide che si sarebbero sentite discriminate. La presa d’atto di tali episodi viene utilizzata dall’associazione come motivazione per rafforzare la formazione educativa dei capi e dei responsabili dei vari gruppi locali, affinché lo strumento di sintesi e accompagnamento educativo diventi pienamente operativo.
Le reazioni del panorama associativo e sociale
Il provvedimento ha immediatamente sollevato reazioni contrapposte nello scenario pubblico italiano. Da una parte, l’Arcigay ha espresso plauso nei confronti della scelta dell’Agesci, definendola come la fine di una lunga stagione di esclusione e di isolamento per le persone Lgbt nel mondo dello scautismo.
Di segno opposto è la posizione espressa da Pro Vita & Famiglia. L’associazione ha criticato duramente la svolta dell’Agesci, ritenendo la decisione in netto contrasto con il magistero della Chiesa cattolica e con il ruolo educativo tradizionalmente svolto dall’organizzazione scout. Il passaggio istituzionale segna l’avvio di un dibattito destinato a proseguire sia all’interno del mondo cattolico sia nel comparto delle agenzie educative giovanili.



