Il Ministero della Salute ha varato una serie di misure d’urgenza per arginare il rischio di importazione sul territorio nazionale del virus Bundibugyo, una variante dell’Ebola che sta colpendo l’Africa centrale.
Il provvedimento introduce l’obbligo tassativo di autodenuncia per tutti i viaggiatori in arrivo in Italia che abbiano soggiornato o transitato nella Repubblica Democratica del Congo o in Uganda nei 21 giorni precedenti lo sbarco.
La disposizione stabilisce che la dichiarazione formale deve essere trasmessa al dipartimento di prevenzione della Asl territorialmente competente entro 24 ore dall’ingresso nel Paese. La misura si applica non soltanto ai passeggeri dei voli diretti, ma anche a coloro che hanno effettuato scali intermedi in altri scali internazionali.
Il piano del ministero e la variante Bundibugyo
L’ordinanza firmata dal ministro della Salute, già pubblicata in Gazzetta Ufficiale, rimarrà in vigore per un periodo di 120 giorni. Il giro di vite si è reso necessario in seguito alla dichiarazione da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC).
L’epicentro del focolaio è monitorato con attenzione a causa della pericolosità del virus Bundibugyo (BVD), una specie di Orthoebolavirus caratterizzata da un tasso di letalità storicamente compreso tra il 30% e il 50%. Le amministrazioni regionali sono chiamate ad attivarsi immediatamente per garantire la piena operatività delle misure, provvedendo alla pubblicazione sui propri portali istituzionali della modulistica necessaria alla segnalazione dei viaggiatori.
Monitoraggio dei flussi e doveri dei vettori di trasporto
I controlli sanitari coinvolgeranno in modo diretto l’intera filiera dei trasporti transnazionali. Compagnie aeree, autorità portuali, armatori marittimi e società di gestione degli scali aeroportuali hanno l’obbligo di vigilare sui flussi e di distribuire i moduli di dichiarazione ai passeggeri prima dello sbarco sul suolo italiano.
Al decreto è stata inoltre allegata una circolare tecnica che definisce in modo dettagliato i protocolli medici da applicare e i parametri epidemiologici da seguire per la corretta valutazione del rischio sanitario alle frontiere. Per ulteriori informazioni e per scaricare la documentazione ufficiale, è possibile consultare la sezione dedicata sul sito del Ministero della Salute.



