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Proposta di legge contro il caporalato in Calabria, depositata la mozione del Movimento 5 Stelle dopo la tragedia di Amendolara

La necessità di interventi normativi strutturali per contrastare lo sfruttamento lavorativo in agricoltura torna al centro del dibattito politico in Calabria. A seguito dei gravi fatti di Amendolara, dove si è consumato un drammatico episodio ai danni di alcuni lavoratori, la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Barbuto, ha annunciato il deposito ufficiale della proposta di legge intitolata “Interventi per contrastare il fenomeno del lavoro irregolare e dello sfruttamento dei lavoratori in agricoltura”.

La Calabria, insieme a Sicilia e Puglia, si conferma tra le aree del Mezzogiorno maggiormente esposte alle problematiche del lavoro nero e dell’intermediazione illecita. Secondo la promotrice dell’iniziativa, lo scenario attuale impone un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le componenti istituzionali.

“Di fronte all’ennesima, immane tragedia consumatasi ad Amendolara, dove dei lavoratori sono stati bruciati vivi per essersi ribellati ai caporali, le istituzioni non possono e non devono più girarsi dall’altra parte”, ha dichiarato Elisabetta Barbuto. “Non si tratta di casi isolati, ma di una vera e propria piaga sociale che calpesta la dignità umana e che richiede risposte normative immediate e strutturali”.

I pilastri del progetto normativo e le misure di prevenzione

Il testo depositato riprende i contenuti di un progetto di legge già presentato nel corso della passata legislatura dal consigliere pentastellato Davide Tavernise, rimasto fermo per due anni all’esame delle commissioni preposte. L’impianto della proposta mira a superare un approccio esclusivamente repressivo, puntando sulla trasparenza, sul supporto alle aziende che operano nella legalità e sulla prevenzione.

Tra i punti cardine del provvedimento figura l’istituzione di un apposito elenco regionale delle imprese agricole virtuose. L’iscrizione a tale registro sarà riservata esclusivamente alle realtà sprovviste di condanne o sanzioni nei tre anni precedenti e in possesso della regolarità contributiva e assicurativa. Per agevolare l’adesione a questo percorso orientato all’etica del lavoro, il progetto di legge introduce una premialità del 5% per le aziende iscritte in sede di aggiudicazione dei bandi regionali ed europei.

La proposta prevede inoltre l’incentivazione all’adesione dei produttori alla Rete del lavoro agricolo di qualità, istituita a livello nazionale. Il piano strategico delinea un coinvolgimento diretto del terzo settore, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali. Sul piano della sensibilizzazione, la Regione sarà chiamata a promuovere campagne informative sui rischi dell’economia sommersa, avvalendosi dei centri per l’impiego e dell’Osservatorio sul mercato del lavoro. Dal punto di vista finanziario, l’attuazione delle misure non prevede oneri aggiuntivi a carico del bilancio della Regione, poiché le attività di informazione troveranno copertura nei fondi europei e nazionali già stanziati. È stata infine inserita una clausola valutativa che prevede il monitoraggio periodico dei risultati da parte della Giunta regionale.

Il dibattito in Consiglio regionale e l’appello alle forze politiche

La discussione sul tema dello sfruttamento agricolo coincide con la decisione del presidente della Giunta, Roberto Occhiuto, di inserire la problematica all’ordine del giorno dei prossimi lavori consiliari. Un passo giudicato positivamente dalla consigliera Barbuto, la quale ha tuttavia evidenziato l’esigenza di tradurre le discussioni in atti normativi concreti e immediati.

“Apprendo positivamente la decisione del presidente Occhiuto di inserire il tema del caporalato all’ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale”, ha specificato la consigliera del Movimento 5 Stelle, “ma le discussioni generali non bastano più se non sono seguite da atti concreti. La proposta di legge c’è, è solida e l’ho già depositata. È arrivato il momento di metterci al lavoro nelle commissioni e in Aula per discuterla e votarla al più presto. Davanti al sangue versato ad Amendolara non ci sono più alibi per nessuno: l’immobilismo politico deve finire”.

L’istanza finale è rivolta all’intero schieramento politico regionale, affinché si possa giungere a una convergenza per l’approvazione del testo, finalizzata alla tutela dei diritti dei lavoratori e alla salvaguardia del tessuto imprenditoriale sano della regione.

“Contrastare lo sfruttamento significa tutelare la vita delle persone, sostenere le imprese oneste e restituire dignità alla nostra terra”, ha concluso Elisabetta Barbuto. “Esorto il Presidente e tutte le forze politiche presenti in Consiglio a dimostrare reale volontà politica. Lo strumento normativo per cambiare le cose adesso è sul tavolo: lavoriamo uniti per approvarlo subito. La Calabria ha bisogno di un modello agricolo fondato su qualità, legalità e rispetto del lavoro”.