La tutela dei lavoratori agricoli e il contrasto allo sfruttamento tornano al centro del dibattito politico e sindacale. Sabato 6 giugno, il comune calabrese di Amendolara ospiterà una manifestazione nazionale promossa dalla Flai Cgil, alla quale prenderanno parte anche il segretario generale del sindacato, Maurizio Landini, e il segretario generale della Flai, Giovanni Mininni.
All’evento ha confermato la propria adesione l’europarlamentare Pasquale Tridico, capo delegazione del Movimento 5 Stelle a Bruxelles e già candidato alla presidenza della Regione Calabria.
Al centro della mobilitazione vi è la tragica scomparsa di quattro braccianti, tre di nazionalità afghana e uno pakistano, avvenuta il 1° giugno mentre si spostavano dai campi della Sibaritide verso la Piana del Metapontino. Un episodio che riaccende i riflettori sulle condizioni di precarietà in cui versano moltissimi operatori del settore primario.
Le dichiarazioni dell’europarlamentare sulla carenza dei controlli
Pasquale Tridico ha espresso una netta presa di posizione riguardo alla necessità di garantire sicurezza e legalità nel comparto agricolo, sottolineando come l’ordinamento italiano possieda già gli strumenti giuridici adatti, a partire dalla legge n. 199 del 2016 contro il caporalato. La normativa prevede sanzioni penali per l’intermediazione illecita, la confisca dei beni e tutele per chi denuncia, ma secondo l’europarlamentare l’applicazione concreta resta insufficiente.
«Sabato 6 giugno partecerò convintamente, ad Amendolara, alla manifestazione nazionale promossa dalla Flai Cgil insieme a Maurizio Landini e Giovanni Mininni. Perché non si può tornare a casa dopo una giornata nei campi e morire così. E non possiamo accettare che episodi come questo continuino ad accadere» ha affermato Tridico.
L’esponente del Movimento 5 Stelle ha poi evidenziato il divario tra il numero di aziende attive e le verifiche effettuate sul territorio nazionale. «Nel 2024, a fronte di oltre 200.000 imprese agricole presenti nel Paese, sono state effettuate appena 4.300 ispezioni. Un dato che parla da solo e che mostra una carenza evidente nell’azione di controllo. Quando lo Stato arretra, altri occupano quello spazio, e a pagarne il prezzo sono sempre i lavoratori più deboli» ha aggiunto l’europarlamentare.
Le richieste alla politica nazionale ed europea
Secondo le stime diffuse dalla Flai Cgil, sono circa 200.000 i lavoratori agricoli che in Italia restano esposti a dinamiche di sfruttamento. Per invertire questa tendenza, viene richiesto un incremento degli investimenti nell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, un potenziamento dei controlli nei campi e una revisione delle politiche migratorie per evitare di alimentare sacche di precarietà.
Il dibattito si estende anche all’ambito comunitario, dove si punta su strumenti come la Corporate Sustainability Due Diligence Directive per responsabilizzare le imprese lungo tutta la filiera agroalimentare. L’obiettivo è monitorare l’intera catena di approvvigionamento, garantendo che i prezzi finali della grande distribuzione non gravino sulla sicurezza della manodopera.
«L’articolo 1 della Costituzione afferma che la Repubblica è fondata sul lavoro. Un principio che deve valere per tutti, senza distinzione, anche per chi ogni giorno lavora nei campi lontano dai riflettori e troppo spesso senza adeguate tutele» ha concluso Tridico, ribadendo l’importanza di non archiviare la tragedia della Sibaritide e di individuare le precise responsabilità politiche.



