Proseguono senza sosta le indagini sulla strage di Amendolara, il drammatico episodio in cui quattro braccianti agricoli, tre migranti di nazionalità afghana e uno pachistano, sono stati uccisi e dati alle fiamme all’interno di un minivan.
L’attività degli investigatori è attualmente concentrata su due uomini di 31 anni, Safeer Ahmed e Ali Raza, bloccati dalle forze dell’ordine con l’accusa di essere i responsabili del quadruplice omicidio. Nel corso del primo faccia a faccia con l’autorità giudiziaria, i due indagati hanno scelto la linea del totale silenzio. Davanti alla pubblico ministero Roberta Bello, titolare del fascicolo sul caso, i fermati non hanno infatti risposto alle domande, avvalendosi della facoltà di non parlare e lasciando ancora aperti i principali interrogativi sul movente del delitto.
L’attesa per l’udienza di convalida
La giornata odierna segna un passaggio importante per lo sviluppo dell’inchiesta. I due trentunenni sono attesi davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari per l’udienza di convalida del fermo. Durante questo appuntamento formale, il gip cercherà nuovamente di raccogliere elementi utili e di ottenere spiegazioni sulla dinamica e sul motivo di una simile atrocità. Resta da verificare se i due indagati decideranno di cambiare strategia difensiva e iniziare a collaborare con la magistratura o se, al contrario, manterranno la stessa condotta tenuta davanti al pubblico ministero.



