Gli spettacoli proposti nelle sezioni musicali della kermesse stanno riscuotendo diffuso successo, nel segno della raffinatezza e dell’esplorazione di sentieri creativi nuovi.
Da Cerisano


“Che bella roba è la musica…”: il Nick The Nigthfly Quintet ha appena terminato l’esecuzione di un brano che ha infiammato il pubblico sistemato sulle gradinate lignee del Teatro del Jazz di Via Pianolungo. L’ambiente è caloroso, quasi intimo, come osserva Nick The Nightfly, al secolo Malcolm MacDonald Charlton, scozzese di Glasgow ma da anni residente in Italia, musicista di lungo corso, con alle spalle prestigiose collaborazioni, disc jockey di grido, asceso alla notorietà anche per le sue trasmissioni su Radio Monte Carlo, e leader della summenzionata band, che, in pochi minuti, ha creato una chimica empatica con la gente ivi convenuta, desiderosa, in una notte calabrese, di ascoltare, in questo caso di librarsi, sulla sua musica, che, tra sound sapientemente miscelati, ritmi entusiasmanti, tratti dal multiforme volto del jazz, con sconfinamenti nel rock, nella world, nell’ambient, e preziosi omaggi, diventati ormai di rito nelle esibizioni di questa sezione, a Lucio Dalla e a Pino Daniele, rispettivamente con “Vita” e “I say i’ sto ccà“, risuonate in arrangiamenti stuzzicanti, sfumati dal morbido accento britannico venante la voce di Nick, ha dato respiro a un concerto ove il sax di Gerry Popolo, il pianoforte di Claudio Colasazza, il basso di Francesco Puglisi e la batteria di Amedeo Ariano, si sono fuse alla perfezione con il pregevole eclettismo dispiegato dal frontman, apparso ieri sera decisamente a suo agio, con in mano il suo ukulele e sotto il suo cappello, di fronte a un pubblico che ha tributato esaltante apprezzamento ai cinque artisti, protagonisti di un grande momento di musica, degno di essere annoverato tra i più significativi e riusciti nella storia di questa Sezione, che ha fatto grande Cerisano e il suo Festival. Sì, ha proprio ragione, mister Nick: “che bella roba è la musica…”
Intanto, la Sezione Classica ha vissuto un’altra serata di sonorità filtrate dalle tendenze musicali contemporanee; una serata in cui il suono avvolgente di un pianoforte s’è incaricato di manifestare, ancor di più delle parole adoperate al riguardo dal maestro Rodolfo Saraco, bravissimo esecutore dei brani uditi ieri sera presso i saloni superiori di Palazzo Sersale, che “la Musica classica continua a vivere”, assumendo, in questi nostri tempi, caratteristiche lontane dal genere classico a cui siamo normalmente abituati; caratteristiche che, tra minimal, new age, neoromanticismo e via dicendo, ci conducono su sentieri poco esplorati, forse ardui da percorrere, certamente affascinanti.
Pierfrancesco Greco



