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Sanità a Cosenza, l’allarme del Comitato 31 Ottobre: «L’ospedale deve restare in città o sarà un disastro»

Il Comitato 31 Ottobre ha lanciato un fermo avvertimento sul futuro della sanità locale, sottolineando come lo spostamento dell’ospedale al di fuori del perimetro urbano rappresenterebbe una scelta drammatica per la comunità.

Secondo i rappresentanti del gruppo, la presenza di una struttura hub all’interno del capoluogo è l’unico modo per garantire standard assistenziali adeguati e proteggere reparti salvavita che altrimenti rischierebbero di scomparire, provocando un progressivo impoverimento dei servizi simile a quello già registrato in altre zone della provincia, come nel caso di San Giovanni in Fiore.

I rischi per la cardiologia e la gestione delle emergenze

La preoccupazione principale espressa nella nota riguarda la possibile perdita dell’Unità di terapia intensiva cardiologica (Utic) e del reparto di emergenza. Un eventuale trasferimento complessivo delle attività verso il futuro Policlinico comporterebbe un allungamento critico dei tempi di intervento, stimato in almeno venti minuti in più per i residenti di Cosenza e in oltre un’ora per chi proviene dalle aree del Savuto e della Presila. In situazioni di emergenza cardiaca, come un infarto, tali ritardi potrebbero compromettere l’efficacia dei soccorsi tempestivi. Il comitato ha ricordato l’attuale presenza di professionalità eccellenti nel reparto di cardiologia della città, un patrimonio che rischia di essere ridimensionato se non supportato da una struttura centrale.

La necessità di una convivenza tra le strutture

La proposta del Comitato 31 Ottobre non si oppone alla nascita della nuova realtà universitaria, ma spinge per una soluzione di coesistenza che ricalchi modelli già strutturati in altre città della regione. Viene citato l’esempio di Catanzaro, dove l’ospedale Pugliese continua a rispondere in modo efficiente alle urgenze immediate della popolazione, lavorando in parallelo con l’azienda universitaria. L’obiettivo dichiarato dai promotori è quello di intensificare le iniziative per fare in modo che il presidio ospedaliero rimanga urbano, un’istanza che, secondo la nota, sta raccogliendo una forte adesione e un sostegno diffuso tra i cittadini cosentini.