La seconda edizione del Merano Wine Festival in Calabria ha preso ufficialmente il via da Melissa. La prestigiosa rassegna enogastronomica ha inaugurato le sue attività con il seminario incentrato sul tema “Identità Calabria e potenziale per il futuro”, svoltosi nella cornice della Torre Aragonese e seguito da un aperitivo di benvenuto. Melissa, terzo comune ricompreso nel territorio della prima Docg calabrese insieme a Cirò e Cirò Marina, ha così ospitato la giornata d’esordio di un evento che celebrerà i grandi progressi compiuti negli ultimi anni dal comparto vitivinicolo regionale.
I mercati internazionali e il valore della qualità
Durante il convegno sono state affrontate le principali sfide e le decisioni strategiche necessarie per rispondere ai mutamenti dei mercati internazionali. Tra i temi centrali sono emersi lo sviluppo dell’e-commerce, l’introduzione dell’intelligenza artificiale e la crescente pressione esercitata dai mercati emergenti. Di fronte a questo scenario globale, i partecipanti hanno concordato sul fatto che l’elemento cardine della crescita della viticoltura calabrese risieda nell’elevato standard qualitativo raggiunto dalle produzioni locali.
Il racconto del territorio attraverso il calice
Helmut Kocher, presidente del Merano Wine Festival, ha sottolineato la centralità storica e l’autenticità della regione: “Rappresenta l’origine della viticoltura nazionale, il luogo da dove è partito tutto. Sto seguendo con interesse la crescita dei vini calabresi negli ultimi anni; oggi avete 180 viticoltori in tutte le aree, ciascuna con i propri vitigni autoctoni che rispecchiano origini molto antiche ed esprimono tutta l’autenticità dei rispettivi territori. Ecco, il vino calabrese può raccontare più di quello che dice nel calice: può raccontare l’anima del territorio”.
Un’ulteriore risorsa per l’affermazione sui mercati esteri risiede, secondo Kocher, nel mantenimento di un equilibrio competitivo tra valore e posizionamento economico, “al rapporto qualità-prezzo che qui ancora si mantiene, mentre in altre zone ha superato ogni limite”.
Strategie di incoming per la valorizzazione regionale
La necessità di utilizzare la produzione enologica come veicolo di promozione territoriale è stata ribadita dalla direttrice generale di Arsac, Fulvia Caligiuri: “Questi momenti non servono solo alle aziende vitivinicole o dell’agroalimentare calabrese, ma servono anche a raccontare il territorio. Per questo abbiamo scelto di esordire nella splendida Torre Aragonese di Melissa e procederemo con il borgo di Cirò, con delle collettive del food e dei momenti di intrattenimento legati a personaggi come Luigi Lilio”.
In un contesto internazionale caratterizzato da una generale contrazione delle vendite, la strategia regionale punta sull’accoglienza e sull’attrattività diretta per consolidare la propria posizione. Caligiuri ha infatti evidenziato l’importanza di investire sui flussi di operatori esteri: “Bisogna fare incoming, far venire da fuori giornalisti e buyer per farci scoprire come territorio, perché sempre di più le nostre aziende fanno anche accoglienza. E anche in questo senso devono poter tenere sempre alti gli standard della qualità, per riuscire a conquistare i mercati che interessano”.



