Una linea netta, invalicabile, tracciata per difendere il dna del centrodestra ed evitare sbandate radicali. Il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, Roberto Occhiuto, interviene con durezza nel dibattito politico con un’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa, esprimendo una netta contrarietà a qualsiasi ipotesi di alleanza con Roberto Vannacci e il suo progetto politico, Futuro Nazionale. Per il governatore calabrese, la presenza del generale rappresenterebbe un elemento di forte instabilità e un’alterazione profonda dei valori fondanti della coalizione.
“Lui fa il suo gioco ed è comprensibile. Personalmente, però, lo terrei fuori dalla nostra coalizione” dichiara Occhiuto senza giri di parole, spiegando come il generale occupi “uno spazio politico opposto al nostro”. Secondo il vicesegretario azzurro, aprire le porte a Vannacci comporterebbe un prezzo troppo alto per l’identità stessa dell’alleanza: “Allearsi con lui sarebbe pericoloso perché muterebbe il dna del centrodestra. Lo inquinerebbe”.
L’appello ai moderati e il ruolo chiave di Forza Italia
Nel corso dell’intervista, Occhiuto respinge con decisione l’idea che la formazione politica di Vannacci possa in qualche modo ridimensionare il peso di Forza Italia o spostare l’asse dell’esecutivo stabilmente verso posizioni oltranziste. La funzione del partito fondato da Silvio Berlusconi resta, nella visione del governatore, l’unico vero fulcro di stabilità per l’intero schieramento.
“Forza Italia è insostituibile: senza, ci ritroveremmo con un baricentro spostato verso l’estrema destra, quando invece dobbiamo parlare ai moderati, ai liberali, perché la sfida è battere il centrosinistra, non fare una corsa verso posizioni radicali”. Una riflessione che si aggancia alla storia recente del Paese, ricordando come negli ultimi trent’anni il centrodestra sia sempre stato “una coalizione stabile, in grado di dare al Paese governi longevi”, una caratteristica che, secondo l’esponente azzurro, “deve rimanere” tale.
I timori per la stabilità interna e il monito a Giorgia Meloni
L’analisi di Occhiuto si sposta poi sulle dinamiche interne della maggioranza e sui riflessi che l’ingresso di un soggetto radicale potrebbe avere sugli alleati, a partire dalla Lega fino a Fratelli d’Italia. Il timore espresso è quello di una vera e propria azione di logoramento ai danni delle forze principali.
“Vannacci ha già usato la Lega come un taxi per poi rubargli i voti. Se ora entrasse nel centrodestra, inizierebbe a corrodere consenso anche a Fratelli d’Italia”.
Pur riconoscendo in Giorgia Meloni “la vera risorsa del centrodestra”, il presidente calabrese lancia un monito preciso sui rischi di una coabitazione forzata in campagna elettorale, che finirebbe per cannibalizzare il dibattito pubblico a svantaggio dell’azione di governo. “Ma lei se la immagine una campagna elettorale da alleati di Futuro nazionale? Ogni giorno la premier dovrebbe rispondere a qualche attacco o stramberia detta da Vannacci. Diventerebbe una campagna giocata tutta sul suo terreno e non sul nostro”. La strategia proposta è quindi quella dell’isolamento politico e mediatico: “Dovremmo fare il contrario: non considerarlo più e non parlarne, perché ogni volta che lo facciamo, lui gonfia i suoi consensi”.
Il fattore voto utile e la critica ai populismi
L’esclusione di Vannacci dal perimetro della coalizione risponde anche a una precisa logica numerica ed elettorale. Occhiuto non mostra di sottovalutare la capacità d’attrazione del generale, ma ritiene che l’inclusione ufficiale ne moltiplicherebbe le forze, laddove la corsa solitaria ne ridurrebbe l’impatto grazie ai meccanismi del voto utile.
“Non lo sottovaluto. Sono convinto possa prendere molti voti, ma dentro la coalizione ne prenderebbe il doppio. Fuori, con il voto utile, ne prenderebbe meno, perché gli elettori punterebbero sulle coalizioni che possono aspirare a governare”.
La vera discriminante resta, infine, la capacità di offrire soluzioni concrete per la guida del Paese, un terreno sul quale il vicesegretario di Forza Italia vede una totale assenza di risposte da parte della destra radicale. “Le elezioni non servono per vincere, ma per governare dopo averle vinte. Un centrodestra con Vannacci non potrebbe governare un Paese complesso come l’Italia. Sarebbe un salto all’indietro perché le sue posizioni sono antistoriche”. Un giudizio che diventa tranciante sul piano programmatico: “Insegue i populismi, che cercano il colpevole più della soluzione ai problemi. E poi io sarò distratto, ma non mi risulta che abbia uno straccio di ricetta economica per il Paese”. La strada tracciata da Occhiuto per il futuro della coalizione rimane quindi quella del ritorno a uno spirito riformatore, capace di interloquire stabilmente con l’elettorato moderato, liberale e riformista.



