La Calabria si afferma come una delle regioni più avanzate nel percorso di transizione energetica in Italia, grazie a un settore agricolo particolarmente orientato alla sostenibilità. Allo stesso tempo, il quadro restituito dalla piattaforma CIRO evidenzia un significativo ritardo nello sviluppo recente della transizione, in particolare sul fronte degli investimenti e delle infrastrutture energetiche.
Secondo quanto emerge da CIRO (Climate Indicators for Italian RegiOns), la piattaforma sviluppata da Italy for Climate in collaborazione con ISPRA che analizza le performance ambientali regionali attraverso 27 indicatori chiave, la quota di energia da fonti rinnovabili raggiunge il 36% dei consumi complessivi, quasi il doppio della media nazionale (18%). Le emissioni pro capite risultano inoltre inferiori alla media italiana, mentre i consumi energetici pro capite si collocano tra i più bassi del Paese.
I punti di forza: agricoltura biologica ed efficienza nei consumi
Il settore agricolo rappresenta uno dei principali punti di forza della regione: la Calabria è la seconda regione in Italia per diffusione dell’agricoltura biologica, con una quota pari al 36% della superficie coltivata (contro una media nazionale del 19%), e registra bassi livelli di utilizzo di fertilizzanti e di emissioni climalteranti. Il numero di bovini allevati in rapporto alla popolazione è pari a 60 capi ogni 1.000 abitanti, un dato inferiore rispetto al resto del Paese.
Nel comparto edilizio, i consumi energetici risultano generalmente contenuti e la performance generale è migliore della media nazionale in termini di emissioni pro capite del settore, di efficienza dei consumi e di quota di consumi elettrici (pari al 32%), anche grazie al clima mite che non richiede un alto fabbisogno per il riscaldamento.
Le criticità: rallentamento sulle rinnovabili e nodi strutturali
Nonostante questi elementi positivi, emergono criticità rilevanti nella dinamica recente della transizione. La quota di conseguimento del target rinnovabili al 2030 si ferma al 16% (contro il 31% medio nazionale), lo sviluppo di nuovi impianti risulta inferiore alla media in termini di crescita e il numero di comunità energetiche attive è ancora limitato, con sole 5 realtà registrate.
Il settore dei trasporti presenta buone performance sulle emissioni pro capite, ma i risultati non sono altrettanto positivi per il tasso di immatricolazione, ancora sopra la media, e per la diffusione della mobilità elettrica. Si registra inoltre un utilizzo ridotto del trasporto pubblico locale, che colloca la regione all’ultimo posto su scala nazionale per passeggeri trasportati.
Nel settore industriale si riscontrano dati positivi per i consumi energetici in rapporto al valore aggiunto e per la quota di consumi elettrici, in linea con la media nazionale, ma le emissioni pro capite del comparto superano la media del Paese. Resta inoltre molto bassa la quota di edifici in classe A, ferma al 6% contro una media nazionale dell’11%, evidenziando un ritardo nella riqualificazione del patrimonio immobiliare.
Vulnerabilità climatica e gestione delle risorse idriche
Sul fronte della vulnerabilità climatica, la Calabria presenta un tasso di consumo di suolo inferiore alla media nazionale e un basso numero di eventi meteo-climatici estremi in relazione alla superficie (3 eventi ogni 1.000 chilometri quadrati di superficie contro una media nazionale di circa 9).
Tuttavia, pesano la quota di popolazione residente in aree a rischio alluvione, pari al 13% (contro l’11,5% della media italiana), e le perdite della rete idrica, che si attestano al 45% e si confermano tra le più alte in Italia.
“Attraverso la piattaforma CIRO abbiamo voluto fornire alle regioni uno strumento per misurare le proprie performance in materia di clima e transizione energetica attraverso 8 temi, 27 indicatori e un’unica metodologia in grado di garantire la comparabilità dei risultati. L’obiettivo non è quello di fare delle classifiche, quanto piuttosto di far emergere le peculiarità spesso uniche dei singoli territori, mostrarne punti di forza e punti di debolezza e aiutare così le amministrazioni ad individuare le proprie priorità di azione. Ma CIRO ha anche l’obiettivo di promuovere nei territori un dibattito sulla transizione informato e basato su dati quanto più possibile attendibili e scientificamente fondati, frutto del costante lavoro di confronto con i tecnici di Ispra e con altre istituzioni scientifiche di rilievo nazionale.” – Andrea Barbabella, Responsabile scientifico di Italy for Climate (I4C).



