HomeCostume & SocietàStreet art e riti ancestrali: OSA...

Street art e riti ancestrali: OSA Festival ridipinge Alessandria del Carretto

Il borgo montano di Alessandria del Carretto, situato nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, si trasforma in un museo diffuso a cielo aperto. La nuova edizione di OSA Festival ha portato alla nascita di sei opere murali che ridefiniscono le facciate del paese, offrendo una reinterpretazione contemporanea della memoria collettiva locale. Il progetto artistico, sostenuto dall’Amministrazione Comunale, vede la firma degli artisti Ligama, Attorrep e Sposari, i quali hanno lavorato per ridare vita visiva alle tradizioni ancestrali radicate nella cultura alessandrina.

Il Carnevale e la Festa della Pita nei murales del borgo

Gli interventi murali si sviluppano lungo due percorsi tematici distinti, legati a doppio filo con l’identità del territorio. Il primo itinerario è interamente dedicato alle maschere del Carnevale tipiche di Alessandria del Carretto, figure simboliche che custodiscono antichi significati e rappresentano uno degli elementi più caratteristici del patrimonio culturale locale.

Il secondo percorso si ispira invece alla Festa della Pita, il momento più significativo della tradizione popolare del paese. A questa celebrazione ha dedicato una delle sue opere l’artista Attorrep, street artist e Direttore artistico di OSA Festival. La manifestazione, che si tiene ogni anno nell’ultima settimana di aprile, prevede che un grande abete venga scelto sui monti del Pollino e trascinato dai cittadini fino al centro abitato, in un rito collettivo che celebra il legame tra uomo e natura.

La valorizzazione del patrimonio culturale e l’impatto turistico

L’iniziativa punta a valorizzare il patrimonio immateriale del borgo, offrendo ai residenti e ai visitatori nuove modalità di fruizione culturale. Domenica Adduci, Consigliere delegato al turismo, ha espresso forte fiducia nell’iniziativa sottolineando come i piccoli borghi custodiscano un’identità unica e rilevando che il progetto sta già contribuendo a far conoscere Alessandria del Carretto e ad attirare un numero crescente di visitatori.

L’operazione si pone l’obiettivo di arricchire l’offerta del territorio, unendo la memoria storica alle prospettive di sviluppo futuro. Il Sindaco Domenico Vuodo ha dichiarato: “L’Amministrazione comunale crede nella valorizzazione della nostra storia e delle nostre radici. Il museo a cielo aperto rappresenta un motivo di orgoglio per tutta la comunità, perché rende omaggio alla memoria e all’identità di Alessandria del Carretto. Siamo convinti che sarà un importante valore aggiunto per il territorio, arricchendo l’offerta culturale e turistica del borgo”.

Il percorso di OSA Festival tra rigenerazione urbana e dialogo con il territorio

L’intervento ad Alessandria del Carretto si inserisce all’interno dell’attività quasi decennale di OSA Festival nel campo dell’arte urbana. La realtà, nata a Diamante, ha sviluppato nel tempo collaborazioni sia su scala nazionale che internazionale, realizzando progetti in Spagna, Armenia e negli Stati Uniti, con due edizioni curate a Minneapolis, oltre a interventi in Basilicata, Lazio e in vari borghi della Calabria.

L’approccio del festival si basa sull’ascolto dei luoghi e delle comunità ospitanti, legando le opere ai costumi locali per favorire la rigenerazione dell’arte pubblica. Debora Lombardi, Presidente dell’Associazione Culturale Hazart, ha spiegato la filosofia dell’operazione: “In un borgo come Alessandria del Carretto era naturale che OSA FESTIVAL costruisse un percorso che dialogasse con la sua storia e le sei tradizioni. Le opere realizzate non sono semplici interventi artistici, ma strumenti di memoria e valorizzazione, capaci di rafforzare il legame tra la comunità, il patrimonio culturale e il futuro del territorio”.