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Oltre l’orizzonte del Pollino: quando l’alba unisce Italia e Albania

La geologia e la meteorologia regalano talvolta spettacoli che ridefiniscono la percezione delle distanze geografiche. Tra le esperienze più suggestive che l’Appennino meridionale può offrire, spicca la possibilità di osservare l’alba da Serra delle Ciavole, a 2130 metri di quota. In condizioni di eccezionale limpidezza atmosferica, lo sguardo riesce a spingersi ben oltre i confini nazionali, intercettando il profilo delle montagne balcaniche che si stagliano sul fondo del cielo mattutino.

Un ponte visivo sopra il Canale d’Otranto

Il panorama che si schiude nelle mattinate più favorevoli mostra con sorprendente nitidezza la catena dei Monti Acrocerauni, situata nell’Albania meridionale. Tra le creste balcaniche, emerge in modo particolare il profilo del Monte Çika, che raggiunge i 2044 metri di altitudine. La linea d’aria che separa le vette del Pollino dalla costa montuosa di Valona e dal Monte Çika oscilla tra i 220 e i 250 chilometri, configurando un’osservazione a lunghissimo raggio di rara bellezza.

La limpidezza dell’aria oltre il Golfo di Taranto

Un simile fenomeno visivo richiede la concomitanza di fattori meteorologici precisi, capaci di ripulire l’atmosfera dall’umidità e dal particolato. La luce radente dell’alba illumina da dietro le vette albanesi, creandone la silhouette scura sul cielo chiaro. Questo arco visivo supera interamente lo specchio d’acqua del Golfo di Taranto e il Canale d’Otranto, unendo idealmente le sponde dell’Italia e dell’Albania in un unico scenario d’alta quota.