A due anni dal via libera definitivo alla legge 86/2024, il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, traccia il bilancio del percorso compiuto dalla riforma sull’Autonomia differenziata, delineando i prossimi e imminenti passaggi istituzionali. La macchina legislativa ed esecutiva è ormai entrata nella fase decisiva per la ratifica delle prime intese con i territori.
L’avanzamento dell’iter e le tappe di luglio
Il ministro ha voluto ricordare il momento della svolta parlamentare: «Due anni fa, dopo una lunga maratona notturna, il voto della Camera dei Deputati per l’approvazione definitiva in Parlamento della legge 86/2024 sull’Autonomia differenziata, cinque mesi dopo quello del Senato. Un passaggio storico, atteso da tempo e mai raggiunto prima, che ha aperto la strada per la seconda parte dell’iter che stiamo completando in questi due anni».
Il quadro tracciato per le prossime settimane mostra un calendario serrato. «Subito dopo – ha spiegato Calderoli – abbiamo avviato i negoziati con le prime Regioni che hanno fatto richiesta di più autonomia, abbiamo siglato le pre-intese e ora gli Schemi di intesa stanno affrontando le ultime tappe dell’iter istituzionale. Superato l’esame delle Camere, che si esprimeranno con atti di indirizzo nel mese di luglio, la parola passerà ai consigli regionali e infine al Parlamento per l’approvazione definitiva. Insomma, manca davvero poco».
Il coinvolgimento dei territori e il dialogo con il Sud
L’interesse attorno alla riforma sta progressivamente superando i confini storici delle regioni settentrionali, arrivando a toccare anche il Mezzogiorno e la Calabria, guidata dal governatore Roberto Occhiuto, con cui i canali di confronto restano aperti.
«Quattro regioni – ha concluso il titolare degli Affari regionali – hanno avviato questo percorso e altre tre stanno valutando di farlo, questa è la mia soddisfazione più grande. L’Autonomia è una sfida di responsabilità, buona amministrazione e trasparenza che può far bene a tutta l’Italia, consentendo di correre a chi può già farlo senza alcun danno per gli altri. Oggi quindi celebriamo il via libera di una legge storica e guardiamo al futuro con fiducia ed entusiasmo, per una battaglia storica della Lega e di buonsenso per tutto il Paese».



