Il legame politico e strategico che ha caratterizzato le scorse elezioni europee sembra essere giunto al capolinea. Intervenendo a Milano Marittima, il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, ha preso nettamente le distanze dal generale ed europarlamentare Roberto Vannacci, parlando apertamente di una ferita che tocca la sfera personale oltre che quella strettamente di partito.
Il gelo nei rapporti personali e la fine dei contatti telefonici
Il leader leghista ha delineato i contorni di un rapporto che si è completamente raffreddato nel corso delle ultime settimane. La scelta del generale di ridefinire la propria posizione rispetto al movimento che ne ha sostenuto la candidatura non è stata accolta favorevolmente dal ministro delle Infrastrutture.
“Rimangiarsi nel giro di qualche settimana tutta questa apertura della Lega da parte di un uomo in divisa è stata una delusione”, ha affermato Salvini, aggiungendo poi una considerazione che non lascia spazio a interpretazioni sul futuro dei loro rapporti: “Non ci siamo sentiti più al telefono: mi freghi una volta…”.
Il segretario ha comunque voluto minimizzare l’impatto a lungo termine della vicenda sul piano politico, parlando di una “delusione umana che politica che dura qualche ora poi si guarda avanti”.
Le critiche ai convegni e l’uso della parola camerata
La distanza tra il segretario della Lega e il generale non si limita alla gestione dei rapporti interni, ma investe anche l’identità culturale e i toni utilizzati da alcune frange vicine all’eurodeputato. Salvini ha espresso una forte critica verso l’estetica e la terminologia emerse in occasione di alcuni recenti incontri pubblici legati al mondo di Vannacci.
“Se ai loro convegni si salutano e si accolgono al saluto di camerati, preferisco il raduno dei giovani della Lega”, ha dichiarato il ministro, marcando una netta separazione generazionale e ideale. Il leader del Carroccio ha infine liquidato i riferimenti nostalgici con una riflessione storica, sottolineando che “la parola camerata fa parte di un passato da studiare”.



