Un episodio di violenza ha turbato lo svolgimento della Notte Bianca ad Acri, nel Cosentino, evento che aveva richiamato in città circa 5.000 persone. Durante la manifestazione si è verificata una rissa che ha coinvolto diversi giovani, alcuni dei quali minorenni. Un ragazzo è stato soccorso dal personale sanitario di un’ambulanza a causa di una ferita riportata alla testa. Sull’esatta dinamica e sulle responsabilità del fatto sono in corso gli accertamenti e le indagini da parte dei Carabinieri della locale Stazione.
La condanna dell’amministrazione e le indagini dei Carabinieri
Sull’accaduto è intervenuto fermamente il sindaco di Acri, Pino Capalbo, che ha espresso la condanna dell’amministrazione comunale definendo l’episodio non trattabile come una semplice bravata: «Quanto accaduto ieri sera durante la Notte Bianca di Acri, con una rissa tra ragazzi, è un episodio che condanniamo fermamente. Non vogliamo, però, né minimizzare né isolare questo episodio dal contesto più generale. Un fatto di violenza, soprattutto quando coinvolge giovani, non può essere liquidato semplicemente come una “ragazzata”. Se determinati comportamenti dovessero ripetersi o diventare frequenti, potrebbero trasformarsi in un vero problema sociale, che riguarda non soltanto l’ordine pubblico, ma l’intera comunità. Per questo saremo molto, molto vigili».
Il primo cittadino ha annunciato la richiesta di un confronto con le forze dell’ordine per fare chiarezza e programmare interventi di prevenzione: «Cause, dinamiche e responsabilità di quanto accaduto sono ancora da accertare e non intendiamo alimentare voci o ricostruzioni non verificate. Saranno gli organi competenti a fare chiarezza sui fatti. Come Amministrazione chiederemo un incontro con i Carabinieri della locale Stazione per confrontarci sull’accaduto e, qualora necessario, anche con i livelli superiori dell’Arma, affinché venga garantito il massimo dell’attenzione e della prevenzione. La nostra attenzione sarà rivolta soprattutto ai giovani: prevenire significa intervenire prima che un episodio diventi una consuetudine, prima che la violenza venga considerata normale, prima che un disagio si trasformi in un problema più grande. Acri non vuole e non deve diventare questo. Vogliamo una città viva, aperta, capace di organizzare eventi e di offrire ai nostri ragazzi spazi di aggregazione sani e sicuri. Condanniamo chi usa la violenza, attendiamo che i fatti vengano accertati e continueremo a lavorare con le forze dell’ordine e con tutte le istituzioni competenti».
Le misure e le sanzioni previste dall’ordinanza comunale
A seguito dei fatti riscontrati, il sindaco ha siglato l’ordinanza contingibile e urgente numero 21, in vigore fino al 14 settembre 2026. Il provvedimento stabilisce il divieto per i minori di 14 anni non accompagnati da genitori o tutori di circolare, sostare o frequentare spazi pubblici e luoghi aperti al pubblico nella fascia oraria compresa tra le 24.00 e le 6.30.
La misura nasce sia dagli ultimi avvenimenti sia dalla rilevazione di un incremento di presenze notturne di giovanissimi senza supervisione, fenomeno spesso associato ad assembramenti e schiamazzi. L’intervento punta a garantire la sicurezza urbana, il decoro e la tutela dei minori esposti a potenziali pericoli nelle ore tarde. Sono escluse dal divieto le partecipazioni a manifestazioni culturali, educative o sportive autorizzate dal Comune, a condizione che i minori siano affiancati da soggetti responsabili.
L’atto comunale conferma inoltre il divieto assoluto di vendita e somministrazione di bevande alcoliche ai minori di 18 anni, disponendo l’intensificazione dei controlli presso i locali pubblici. Per l’inosservanza delle disposizioni relative alla circolazione notturna dei minori è prevista una sanzione amministrativa che varia da 25 a 500 euro, contestata a carico di chi esercita la responsabilità genitoriale o la vigilanza. Le verifiche sul rispetto del testo sono affidate alla Polizia Locale e alle Forze dell’Ordine, mentre la notifica del provvedimento è stata estesa alla Prefettura di Cosenza.



