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Fondi cultura in Calabria, Ruggero Pegna annuncia il ricorso al Tar per l’esclusione di Fatti di Musica

Dopo il rigetto della richiesta di riesame in autotutela riguardante l’esclusione dalla graduatoria definitiva dell’Avviso regionale “Eventi Straordinari, la Calabria che incanta”, il promoter Ruggero Pegna ha deciso di ricorrere alle vie legali. Viene così annunciato il ricorso al Tar contro il provvedimento che ha escluso lo storico progetto di spettacoli dal vivo “Fatti di Musica”, una manifestazione che proprio quest’anno raggiunge il traguardo dei 40 anni di attività sul territorio calabrese. Pegna, considerato un pioniere del settore per aver portato in regione star internazionali come Spandau Ballet nel 1987, Santana, Sting, Tina Turner ed Elton John, si è dichiarato apertamente allibito dalle attuali scelte amministrative in materia di grandi eventi.

Una linea politica interrotta dopo trent’anni

Il nucleo della contestazione si basa sul netto cambio di rotta rispetto alle passate legislature regionali. Pegna, già componente della Consulta Ministeriale per lo Spettacolo, evidenzia come l’attuale gestione si ponga in totale contrasto con la direzione intrapresa fin dal 1996. In quell’anno la Regione iniziò a valorizzare la sinergia con i privati per la promozione turistica del territorio.

“Quanto sta accadendo nella Cittadella è incomprensibile, in totale contrasto con la linea assunta dalla Regione in materia di eventi sin dal 1996”, ha dichiarato il promoter, ricordando come ogni successiva amministrazione avesse confermato tale visione, fino all’istituzione del marchio Grandi Eventi nel 2020. Secondo l’organizzatore, questa decisione cancella bruscamente una realtà costruita con sacrifici in un contesto di mercato particolarmente complesso, penalizzando un modello d’impresa culturale capace di inserire la Calabria nei principali circuiti musicali nazionali.

I criteri di selezione e il paradosso degli otto eventi

La critica si sposta poi sulla struttura tecnica del bando e sulle regole che hanno determinato le esclusioni. Sotto accusa ci sono i parametri di valutazione, giudicati privi di una logica ratio e penalizzanti per i progetti con una consolidata storicità e un alto livello di cofinanziamento privato.

“Quello a cui stiamo assistendo è un modo di operare inspiegabile e contraddittorio che si è abbattuto come uno tsunami distruttivo su alcuni dei principali e storici progetti ideati, organizzati e prodotti da imprese calabresi”, ha spiegato Pegna. Un punto specifico della contestazione riguarda il limite numerico degli eventi programmabili con un contributo di 100.000 euro. Il festival “Fatti di Musica” è stato infatti escluso poiché la società organizzatrice aveva previsto di realizzare, interamente a proprie spese e fuori progetto, ulteriori appuntamenti oltre agli otto previsti dal bando. Una circostanza che il promoter definisce come una vera e propria penalizzazione per eccesso di merito, contraria alle dinamiche dei grandi festival internazionali.

Il quadro delle esclusioni e le produzioni colpite

Il provvedimento non ha colpito unicamente la rassegna di Pegna, ma ha coinvolto diverse realtà storiche della produzione culturale locale, tra cui Catona Teatro, giunta alla sua 41esima edizione, e il Peperoncino Jazz Festival. Tra i casi citati emerge anche il Calabria Fest Tutta Italiana, festival a ingresso libero che, nonostante le passate collaborazioni e la partnership con le reti Rai, non ha raggiunto il punteggio minimo per l’ammissione, vedendo così compromessa la fattibilità dell’edizione annuale.

Viene infine segnalata la mancata attenzione istituzionale verso produzioni legate a figure identitarie del territorio, come l’Opera Fortunata di Dio, dedicata a Natuzza Evolo. Il promoter conclude auspicando la riapertura di un dialogo costruttivo con le istituzioni regionali, affinché lo spettacolo dal vivo e i grandi eventi storicizzati continuino a essere considerati un patrimonio condiviso per lo sviluppo della Calabria.