La tutela del patrimonio forestale calabrese compie un passo in avanti. Nella sede della Cittadella regionale di Catanzaro sono stati sottoscritti gli accordi di collaborazione tra il Dipartimento UOA Politiche della Montagna, Foreste, Forestazione e Difesa del Suolo e i rappresentanti degli Enti Parco della Calabria. L’iniziativa punta a individuare le aree forestali di particolare pregio riconducibili alla definizione di boschi vetusti, valorizzando le competenze delle istituzioni da sempre impegnate nella conservazione del territorio.
Al tavolo istituzionale erano presenti l’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo, il dirigente generale del Dipartimento Domenico Pallaria, il capostruttura alla Forestazione Antonio Riga e il funzionario Demetrio Crupi.
Gli obiettivi del protocollo e la rete istituzionale
L’intesa è stata siglata dal direttore generale Domenico Pallaria per la Regione Calabria e dai vertici delle aree protette regionali: Luigi Lirangi, commissario straordinario del Parco nazionale del Pollino; Renato Carullo, commissario straordinario del Parco nazionale dell’Aspromonte; Ilario Treccosti, direttore del Parco nazionale della Sila; Francesco Costantino, commissario straordinario del Parco naturale regionale delle Serre.
Il percorso normativo si inserisce nel quadro tracciato dal Decreto ministeriale numero 193945 del 5 aprile 2023, che ha istituito la Rete nazionale dei boschi vetusti e definito le linee guida per la loro identificazione, gestione e tutela.
“Questo accordo rappresenta un importante passo avanti nella costruzione di una rete di collaborazione istituzionale finalizzata alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione delle foreste più antiche e meglio conservate della Calabria, contribuendo alla salvaguardia di un patrimonio naturale unico e alla promozione di modelli di sviluppo sostenibile coerenti con gli obiettivi nazionali ed europei di conservazione della biodiversità”, ha dichiarato l’assessore Gianluca Gallo durante l’incontro.
Il valore ecologico e scientifico delle foreste antiche
I boschi vetusti costituiscono ecosistemi fondamentali per la conservazione della natura e veri e propri serbatoi di biodiversità. Oltre a rappresentare elementi identitari dal profondo valore storico e paesaggistico, queste aree sono considerate laboratori ideali per la ricerca scientifica, utili a comprendere le dinamiche evolutive naturali delle foreste.
La collaborazione avviata su impulso dell’assessorato all’Agricoltura e alle Foreste impegnerà gli Enti Parco in attività di ricognizione, monitoraggio e studi scientifici. L’attività sul campo permetterà di mappare gli ecosistemi di maggiore pregio, coniugando la protezione ambientale con la promozione del turismo sostenibile e il supporto alle economie tradizionali delle comunità locali.



