L’Ufficio centrale regionale per il referendum, istituito presso la Corte d’Appello di Catanzaro, ha accolto il ricorso presentato dalla minoranza in Consiglio regionale. La decisione riapre ufficialmente la strada verso la convocazione di una consultazione popolare in merito alla nomina dei sottosegretari alla Giunta regionale in Calabria, ribaltando il precedente rifiuto che era arrivato dagli uffici amministrativi della Regione.
La questione nasce dal tentativo della maggioranza di modificare lo Statuto regionale per introdurre figure politiche non elette, una scelta che l’opposizione ha contestato duramente sia all’interno dell’aula consiliare sia nel dibattito pubblico, segnalando il rischio di un inutile esborso di denaro pubblico volto esclusivamente a soddisfare le richieste di posizioni di potere da parte dei vari partiti della coalizione di governo.
La decisione dell’organo di controllo e le reazioni politiche
Il percorso per arrivare al pronunciamento odierno ha visto un momento di forte scontro lo scorso 28 aprile, quando il segretario generale della Regione Calabria aveva rigettato la richiesta di referendum sulla modifica statutaria. Di fronte a quello che è stato definito un atto contrario ai principi democratici, la minoranza ha promosso un ricorso formale, supportata dai professori Andrea Lollo e Paolo Falzea e dall’avvocato Antonio Ionà. L’accoglimento del ricorso da parte dell’organo giudiziario ha sancito l’illegittimità del blocco istituzionale precedentemente imposto.
In seguito alla notifica del provvedimento, i rappresentanti della minoranza in Consiglio regionale hanno espresso grande soddisfazione per l’esito della vicenda:
“Oggi hanno vinto i calabresi. Basta decisioni sulla loro testa. Saranno loro a decidere se sprecare ancora risorse per moltiplicare le poltrone.”
L’opposizione ha inoltre sottolineato come la pronuncia metta fine al silenzio istituzionale che si era cercato di imporre sulla vicenda, evidenziando che non sia possibile modificare le regole fondamentali della Regione escludendo il corpo elettorale dal processo decisionale.
Gli scenari futuri per la governance regionale
L’ordinanza emessa dall’Ufficio centrale sposta ora la responsabilità politica della gestione della crisi direttamente sui vertici dell’esecutivo regionale. La governance si trova davanti a un bivio procedurale per risolvere lo stallo istituzionale che si è venuto a creare.
Da un lato, la maggioranza ha la possibilità di convocare nuovamente il Consiglio regionale per fare un passo indietro, eliminando le figure dei sottosegretari dallo Statuto e ripristinando la conformità con la volontà espressa dai ricorrenti. Dall’altro lato, qualora l’amministrazione decidesse di mantenere la riforma statutaria, sarà necessario decretare ufficialmente l’indizione del referendum, trasferendo ai cittadini calabresi la facoltà di confermare o respingere l’introduzione di queste nuove figure politiche e la conseguente allocazione delle risorse finanziarie connesse.



