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Via libera al referendum sui sottosegretari regionali, Tridico: « Occhiuto ritiri questo spreco o indica il referendum»

L’Ufficio centrale regionale per il referendum, istituito presso la Corte d’Appello di Catanzaro, ha accolto il ricorso presentato dalle opposizioni contro il rigetto della richiesta di consultazione popolare. Al centro della disputa legale e politica c’è la modifica dello Statuto della Regione Calabria, fortemente voluta dalla maggioranza di centrodestra guidata da Roberto Occhiuto, che prevede l’introduzione di due figure di sottosegretario alla Presidenza della Giunta.

La decisione dell’organo giudiziario ribalta il precedente provvedimento del segretario generale del Consiglio regionale, sbloccando di fatto l’iter per il referendum abrogativo. Secondo le stime presentate dalle forze di minoranza, il mantenimento di queste due nuove figure istituzionali comporterebbe un costo complessivo per le casse pubbliche che, nell’arco dell’intera legislatura, potrebbe toccare i 2 milioni di euro.

Le dichiarazioni di Pasquale Tridico

Sulla vicenda è intervenuto in modo netto l’europarlamentare Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle a Bruxelles e già candidato alla presidenza della Regione Calabria, che ha espresso forte soddisfazione per il pronunciamento dei giudici.

«Hanno vinto i calabresi. Ha vinto la Calabria che conosce la fatica e i sacrifici e non vuole più vedere sprecati i propri soldi», ha affermato l’esponente pentastellato, sottolineando come la priorità del territorio regionale sia ben diversa da quella espressa dalla coalizione di governo. «Lo avevamo detto in ogni sede utile, dentro e fuori dal Consiglio regionale: modificare lo Statuto per aggiungere due sottosegretari alla Presidenza della Giunta non era la priorità di questa regione. Non lo era quando la maggioranza ha riscritto le regole del referendum sullo Statuto per escludere dalla consultazione popolare le revisioni definite “organizzative”, una scappatoia disegnata su misura, con le proprie regole, per la propria riforma. Non lo è oggi, con la sanità che arretra, le infrastrutture ferme e i giovani che continuano a fare le valigie».

La critica alla gestione della Giunta Occhiuto

Tridico ha ricostruito i passaggi che hanno portato allo scontro legale, accusando il presidente della Regione di aver ignorato le sollecitazioni delle minoranze e di aver proceduto alla nomina di un sottosegretario prima ancora che si esprimesse la Corte d’Appello.

«Occhiuto non ci ha ascoltato. È gone avanti con arroganza, fino a far rigettare dal segretario generale del Consiglio regionale, di sua nomina, la nostra richiesta di referendum, lo scorso 28 aprile. Non ci siamo arresi. Abbiamo presentato ricorso, e ieri l’Ufficio centrale regionale per il referendum, istituito presso la Corte d’Appello di Catanzaro, ci ha dato completamente ragione: il referendum sull’abrogazione dei sottosegretari si può e si deve fare».

L’europarlamentare ha poi contestato la reale utilità delle due figure istituzionali, definendole funzionali soltanto al mantenimento della stabilità politica interna alla coalizione di centrodestra.

«Parliamo di una spesa che nell’arco della legislatura può arrivare fino a 2 milioni di euro. E per fare cosa? “Coadiuvare” il presidente, che nel frattempo ha comunque proceduto a nominare un sottosegretario senza attendere l’esito del contenzioso. Una figura che la Calabria aveva già abolito ed è stata reintrodotta da Occhiuto per tenere insieme gli equilibri interni della maggioranza e accontentare i partiti della coalizione».

Lo scenario futuro per la presidenza

L’esito del ricorso pone adesso il governatore di fronte a un bivio politico, con la necessità di scegliere se fare un passo indietro o affrontare il giudizio degli elettori in una consultazione referendaria.

«A questo punto la scelta è tutta nelle mani del governatore. O riconosce lo spreco, torna in Consiglio regionale e ritira i due sottosegretari, oppure si assuma la responsabilità di indire il referendum e lasci che siano i calabresi a decidere se quei soldi valgono la pena. Le scappatoie procedurali sono finite», ha concluso Tridico, rivolgendo un ringraziamento finale a tutta la coalizione di opposizione, ai legali e ai costituzionalisti che hanno supportato l’iniziativa legislativa.