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Pietrapaola, nel Basso Jonio i tesori non si scavano ma si camminano

Pietrapaola si rivela al visitatore non attraverso monumenti isolati, ma nella sua interezza di paese-museo. Ha preso il via in questo modo la prima visita guidata strutturata nella storia del centro storico, un percorso ideato per restituire il borgo ai residenti e ai viaggiatori. L’iniziativa nasce dalla visione di Pasquale Crescente, vicepresidente dell’Associazione “Ricchizza di Pietrapaola”, supportata dal presidente Vincenzo De Vincenti e da una squadra di volontari, ridefinendo il rapporto tra la comunità e le proprie radici culturali.

L’itinerario è stato sviluppato in collaborazione con Egidio Ippolito, responsabile del Villaggio Il Carlino, consentendo agli ospiti della struttura di raggiungere il borgo antico attraverso un servizio navetta gratuito organizzato grazie al contributo di sostenitori locali. Nonostante le origini di Pietrapaola affondino nell’epoca dei Bretti e abbiano attraversato l’età medievale, l’appuntamento del 2026 ha segnato una svolta inedita, introducendo per la prima volta un modello organico di fruizione turistica e culturale del patrimonio locale.

Dalla Grotta del Principe alla Rupe Castello, un itinerario tra storia e metamorfosi urbana

Il walking tour ha unito i principali punti di interesse del centro storico, trasformando la topografia in narrazione. Il percorso si è snodato da Piazza Rio all’Arco del Cimitero, transitando per l’Arco del Colonnello fino alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Di particolare rilevanza la sosta alla Grotta del Principe, situata nella Rupe del Salvatore, una cavità scavata nella roccia che conserva ambienti comunicanti, affreschi e incisioni rupestri, al centro di storici studi e suggestioni popolari.

La Rupe Castello si conferma l’elemento visivo e simbolico più significativo del borgo. Pasquale Crescente ha illustrato la conformazione dell’area con una precisa immagine: «Una chioccia che protegge i suoi pulcini». La metafora descrive la disposizione delle case del centro storico, raccolte ai piedi della grande rupe che per secoli ha garantito la difesa dagli assalti provenienti dal mare. Il tour ha inoltre incluso la visita all’antico frantoio di Giovanni Urso, oggi riconvertito in un museo della memoria, e l’osservazione dei murales che decorano le vie del paese.

Il ruolo dell’Associazione Ricchizza e le prospettive di valorizzazione del territorio

La realizzazione dell’evento ha richiesto l’impegno dell’Associazione “Ricchizza” e di numerosi volontari, tra cui Venanzio Parrotta, Domenico Madera, Vincenzo Arcangelo, Vincenzo Costantino, Pino Pugliese, Mario Romeo, Gina Romeo, Domenico Scorpiniti e l’ingegnere tedesco Helmut. Le istituzioni locali hanno preso parte all’iniziativa attraverso la presenza del consigliere comunale Eugenio D’Andrea. L’esperienza si è conclusa con una degustazione di prodotti della tradizione culinaria locale e con l’accompagnamento musicale del maestro Franco Pugliese.

La continuità del progetto culturale è stata confermata dalle dichiarazioni di Pasquale Crescente a chiusura della giornata: «Abbiamo dato il via a un percorso culturale che non si conclude con questa passeggiata. Come “Ricchizza” siamo impegnati su più fronti, con un unico obiettivo: rivalutare il nostro piccolo ma interessantissimo borgo». L’iniziativa risponde alla necessità di contrastare l’oblio dei piccoli centri interni, dimostrando come la valorizzazione della memoria collettiva possa trasformarsi in uno strumento di rilancio e di attrazione per il turismo sostenibile.