La Calabria ferroviaria si risveglia bruscamente e si ritrova nuovamente paralizzata a causa di pesanti danneggiamenti che hanno colpito l’infrastruttura in diversi tratti strategici della regione. Fin dalle prime ore di questa mattina, la circolazione dei treni è stata completamente sospesa sulla dorsale principale che collega Battipaglia a Paola, innescando una reazione a catena che ha congelato il traffico su tutta la rete regionale, con pesanti ripercussioni, cancellazioni, limitazioni di percorso e ritardi oceanici.
I primi accertamenti tecnici compiuti sul posto lasciano poco spazio ai dubbi e convergono con decisione verso la pista dell’atto doloso. Non si è trattato di un guasto tecnico dovuto all’usura o al maltempo, bensì di un’azione mirata, volontaria e pianificata per mettere in ginocchio la mobilità locale. I sabotatori hanno agito con precisione chirurgica recidendo i cavi in punti nevralgici distanti tra loro, colpendo contemporaneamente i due polmoni della mobilità calabrese.
Sulla fascia tirrenica i danni più consistenti da taglio cavi sono stati individuati e localizzati nella tratta compresa tra San Lucido e Longobardi. Quasi in contemporanea, un identico scenario di devastazione è stato scoperto sul versante opposto, lungo la linea Jonica, precisamente nel tratto che collega Cutro a Isola di Capo Rizzuto. La natura diffusa degli interventi criminali conferma la volontà di bloccare i collegamenti, lasciando l’intera regione isolata dal resto d’Italia e frammentata al suo interno, mentre tecnici e forze dell’ordine lavorano senza sosta per quantificare i danni complessivi e avviare le complesse operazioni di ripristino.



