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Il ricordo di Peppino di Capri attraverso gli aneddoti del promoter Ruggero Pegna

La scomparsa di Peppino di Capri lascia un vuoto profondo nel mondo della musica e della cultura italiana, ma anche un patrimonio di ricordi indelebili legati ai suoi frequenti passaggi in Calabria. A tracciare un ritratto intimo e affettuoso del grande artista è il noto promoter Ruggero Pegna, che ha voluto condividere l’esperienza di una collaborazione professionale trasformatasi nel tempo in autentica stima reciproca.

L’omaggio a Mia Martini e i concerti sul mare

Il legame tra il musicista campano e il territorio calabrese affonda le radici in momenti di grande intensità emotiva. Uno dei primi episodi significativi risale a metà degli anni Novanta, in occasione di un evento televisivo trasmesso dalla televisione pubblica.

“Nel 1995, a pochi giorni dalla scomparsa di Mia Martini, le organizzai un Omaggio a Lamezia trasmesso da Rai Due. Lui, da grande amico di Mimì, fu il primo ad accogliere l’invito, eseguendo la commovente “Notturno”. Una perla custodita nelle Teche Rai”, ricorda Pegna.

Due anni più tardi, nel 1997, si registrò un’altra esibizione memorabile presso uno dei locali storici della costa calabrese, il Blu70, su invito del patron Pietro D’Ippolito. Fu un concerto suggestivo sugli scogli, iniziato a mezzanotte inoltrata per assecondare i ritmi del pubblico locale, e caratterizzato da un risvolto ironico. Il titolare del locale, infatti, colto dalla stanchezza, finì per addormentarsi nella propria stanza prima del termine, regalando a fine serata un motivo di ilarità condivisa tra l’artista e gli organizzatori.

La generosità e lo spirito di adattamento

Oltre alle doti artistiche, Pegna sottolinea lo spessore umano e la straordinaria disponibilità che caratterizzavano l’uomo. In occasione di un evento finalizzato alla raccolta fondi per un bambino malato, il cantante rispose immediatamente all’appello con totale dedizione. Dopo aver accolto il promoter a Napoli con estrema cordialità, l’artista si presentò al Teatro Garden di Rende guidando personalmente il proprio fuoristrada e occupandosi persino dello scarico della propria pianola, senza alcuna pretesa da grande celebrità.

L’aneddoto di Scilla e l’improvviso temporale

Tra le storie più singolari vi è quella legata a un Gran Gala organizzato a Scilla per una tappa della competizione motonautica Venezia-Montecarlo. L’evento prevedeva una sfilata dello stilista Antongiulio Grande e la successiva esibizione musicale del maestro campano. A causa della logistica della spiaggia, fu allestito un unico grande camerino condiviso all’interno di un’abitazione adiacente al palco.

Con la consueta galanteria, l’artista scelse di fare il suo ingresso nella stanza solo nel momento in cui le modelle si avviarono verso la passerella. Durante la serata, un improvviso blackout e un successivo violento temporale costrinsero le indossatrici a rientrare di corsa e bagnate all’interno del camerino per trovare riparo, ignare della presenza del musicista. al ritorno improvviso dell’illuminazione, la reazione del cantante fu immediata e memorabile.

“Peppino, incredulo di ciò che si trovò davanti, alzo’ le mani e grido “Miracolo, miracolo”, fuggendo pero’ via a testa bassa! Sull’uscio tirò fuori un “Viva la pioggia!”, che ci fece sorridere tutti, nonostante il caos di quei momenti”, conclude Pegna nel rivolgere l’ultimo saluto al Maestro.