La Calabria si prepara ad affrontare una nuova e intensa ondata di calore che, secondo le ultime previsioni meteorologiche, rischia di non esaurirsi in tempi brevi. Il sistema di emergenza regionale ha già attivato le proprie procedure di monitoraggio per contrastare gli effetti delle temperature elevate sul territorio.
A delineare il quadro della situazione è il direttore della Protezione civile calabrese, Domenico Costarella, il quale ha spiegato all’ANSA che il fenomeno climatico potrebbe caratterizzare i prossimi giorni in modo persistente. “Guardando i modelli del Centro europeo di meteorologia e quelli diffusi a livello nazionale, sembrerebbe che l’ondata di calore possa prolungarsi almeno per tutta la settimana. Poi, chiaramente, il fenomeno viene osservato giorno per giorno”, ha dichiarato il direttore.
Priorità all’assistenza sanitaria e ai servizi essenziali
La struttura organizzativa della Regione ha predisposto un piano di attenzione mirato a tutelare i cittadini, focalizzandosi in particolar modo sui soggetti più fragili e sulle potenziali criticità infrastrutturali.
“Siamo pronti a intervenire tenendo conto soprattutto dell’aspetto sanitario, che viene gestito e convogliato attraverso il 112”, ha precisato Costarella. Le sale operative rimangono in stato di allerta costante per coordinare gli interventi e per seguire da vicino la tenuta delle reti locali. Oltre alla gestione delle emergenze di carattere medico, la Protezione civile sorveglierà i possibili disagi legati alla continuità dei servizi pubblici essenziali e alla carenza idrica, fenomeni che tendono ad acuirsi in concomitanza con i picchi di temperatura.
Confermato il divieto di lavoro all’aperto nelle ore centrali
Tra i provvedimenti di prevenzione già operativi sul territorio regionale figura l’ordinanza che vieta lo svolgimento delle attività lavorative nei cantieri e all’aperto durante le ore centrali della giornata, quelle cioè caratterizzate dai livelli di rischio più elevati per la salute dei lavoratori.
“La preparazione della Protezione civile è quella tipica dell’allertamento. Abbiamo le sale operative attive, ma la cosa importante è soprattutto l’aspetto sanitario”, ha ribadito Costarella, confermando l’orientamento della struttura verso la massima cautela.
Il fenomeno delle notti tropicali amplifica l’afa sulle coste
I modelli indicano che l’ondata di calore colpirà l’intera regione, pur con dinamiche differenti tra le varie aree, fermo restando che in altri territori della penisola si potrebbero registrare picchi ancora più estremi.
I fattori di rischio principali per la popolazione calabrese rimangono l’alto tasso di umidità e il fenomeno delle notti tropicali, ovvero i periodi in cui la temperatura notturna non riesce a scendere sotto i 20 gradi, impedendo il raffrescamento dell’ambiente. “Uno dei problemi è rappresentato dalle notti tropicali, con la temperatura che non scende e l’umidità che rimane alta”, ha concluso Costarella. Tale combinazione climatica determinerà condizioni di forte disagio sia nelle vallate interne sia lungo le zone costiere, dove l’influenza marina non basterà a mitigare la sensazione di afa opprimente.



