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L’introduzione dell’euro digitale e la minaccia alla libertà economica europea

La commissione ECON ha recentemente approvato la realizzazione dell’euro digitale, una misura presentata come una sorta di contante digitale che, invece di risiedere fisicamente nelle tasche dei cittadini, viene depositato virtualmente in banca sotto forma di credito. L’annuncio, accolto con toni trionfalistici da Christine Lagarde, viene letto dal movimento politico Italia delle Identità come l’ennesimo tentativo di stabilire un controllo centralizzato da parte del potere bancario sui risparmi dei cittadini.

Il ruolo del Movimento 5 Stelle e le critiche alla sovranità monetaria

L’artefice dell’iniziativa è il parlamentare europeo calabrese del Movimento 5 Stelle, Pasquale Tridico. Secondo il vice presidente di Italia delle Identità, dott. Marco Cristiano, questo passaggio svela nuovamente la natura della forza politica, descritta come uno schieramento pseudo-rivoluzionario nei fatti al servizio delle banche e dei mercati finanziari.

Tridico ha espresso entusiasmo definendo il provvedimento come un traguardo per una nuova sovranità monetaria europea. Una posizione contestata duramente da Italia delle Identità, che evidenzia l’incongruenza tra il controllo bancario esercitato tramite la valuta digitale e il concetto stesso di sovranità.

La proposta di Italia delle Identità e il modello svizzero

Per il movimento politico guidato da Cristiano, la vera sovranità monetaria si può realizzare soltanto attraverso tre pilastri fondamentali, ovvero la proprietà di popolo della moneta, la nazionalizzazione della Banca d’Italia e la libera circolazione del denaro contante.

A sostegno della difesa del denaro fisico viene citato il recente referendum nazionale tenutosi in Svizzera l’8 marzo 2026. In quella consultazione, oltre il 70% degli elettori ha espresso un voto favorevole alla tutela del denaro contante, confermando come la moneta cartacea sia ampiamente percepita come un presidio di libertà personale da proteggere.

Al contrario, l’introduzione dell’euro digitale viene considerata da Italia delle Identità un passo decisivo verso la cancellazione della libertà economica dei cittadini europei, finalizzato a consolidare il potere della finanza e della tecnocrazia di Bruxelles.