L’aumento dei flussi turistici in Calabria rappresenta un’importante opportunità per il territorio, ma solleva interrogativi sulla reale stabilità dei posti di lavoro generati dalle politiche regionali. La Filcams CGIL Calabria ha espresso forti perplessità riguardo alla gestione del settore, ponendo l’accento sulla necessità di verificare quanti contratti a tempo indeterminato e quanti miglioramenti salariali siano scaturiti dagli investimenti degli ultimi mesi. La critica principale si concentra sulla tendenza a valutare l’efficacia delle misure adottate basandosi quasi esclusivamente sul numero di passeggeri e di aerei in arrivo.
Le strategie basate sugli accordi con le compagnie aeree low cost, sostenute con risorse pubbliche, richiedono una riflessione sul reale ritorno economico per le comunità locali. Secondo l’organizzazione sindacale, se l’incremento degli arrivi genera un turismo di breve durata senza produrre valore stabile all’interno delle comunità, il vantaggio economico rischia di concentrarsi prevalentemente nelle mani dei vettori aerei piuttosto che sul territorio calabrese.
La richiesta di condizionalità sociale per i finanziamenti pubblici
Un altro punto centrale della discussione riguarda l’assegnazione di fondi pubblici alle imprese e alle strutture ricettive per il miglioramento dell’offerta. Il sindacato segnala l’assenza di criteri di condizionalità sociale che vincolino l’erogazione dei contributi alla creazione di occupazione stabile, all’applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro e al divieto di pratiche contrattuali non regolamentari o esternalizzazioni speculative.
Il ruolo dell’assessorato, che unisce le deleghe al Turismo e al Lavoro nella figura di Giovanni Calabrese, viene richiamato per affrontare le problematiche strutturali del settore, caratterizzato da alti tassi di stagionalità, salari insufficienti e forme di lavoro irregolare. La Filcams CGIL Calabria sottolinea come queste criticità non trovino spazio nelle comunicazioni ufficiali e nelle celebrazioni dei dati sugli arrivi.
L’istanza per un tavolo di confronto permanente
Per superare l’attuale modello di valutazione, basato sul conteggio dei passeggeri aeroportuali, viene richiesta l’apertura di un tavolo permanente sul turismo che coinvolga sia le associazioni datoriali sia le organizzazioni sindacali. L’obiettivo è includere nella programmazione regionale la voce dei lavoratori dei settori alberghiero, della ristorazione, del commercio e dei servizi, considerati il pilastro fondamentale per la tenuta del sistema turistico locale.
Il successo delle politiche regionali, secondo la visione sindacale legata anche alla campagna “Non c’è turismo senza di noi – Tourism Working Class”, dovrebbe essere misurato attraverso indicatori di qualità occupazionale, come la capacità di offrire contratti dignitosi e di incentivare i giovani a rimanere sul territorio.



