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Da Reggio Calabria al palcoscenico globale dell’architettura: Silvia Giandoriggio presenta l’UIA Atlas a Barcellona

L’architettura contemporanea come strumento per generare relazioni e sostenere il futuro delle comunità, specialmente in contesti fragili o colpiti dallo spopolamento, è stata al centro dell’attenzione globale. Barcellona ha ospitato il World Congress of Architects 2026, il principale appuntamento internazionale promosso dall’Unione Internazionale degli Architetti (UIA). L’evento ha riunito oltre 10.000 partecipanti e 250 relatori per discutere il futuro delle città e dei territori. Tra gli esperti chiamati a intervenire figura anche l’architetta reggina Silvia Giandoriggio, formatasi all’Accademia di Architettura di Mendrisio, fondatrice dello studio Atelier Hembra e rappresentante della Regione I – Europa del Work Programme UIA “Educational and Cultural Spaces”.

Il lancio dell’UIA Atlas of Learning Environments

Durante la sessione focalizzata sugli spazi per l’apprendimento, è stato ufficialmente presentato l’UIA Atlas of Learning Environments. Questa pubblicazione internazionale raccoglie esperienze, progetti e ricerche provenienti da ogni continente, coronando un triennio di studi focalizzati sull’evoluzione delle strutture educative. L’obiettivo della ricerca è comprendere come la progettazione possa favorire l’inclusione, l’accessibilità e la resilienza di fronte ai mutamenti sociali e culturali del nostro tempo.

Il lavoro di analisi si è basato su tre parametri: il contributo degli spazi alla salute e alla dignità umana, l’efficacia nel rispondere alle sfide climatiche e il ruolo nell’attivazione della coesione sociale.

«In questi anni abbiamo osservato come il concetto stesso di ambiente educativo stia cambiando profondamente», afferma Silvia Giandoriggio. «Le nuove metodologie didattiche e pedagogiche richiedono spazi sempre più flessibili, aperti e adattabili. Molti dei progetti raccolti nell’Atlas superano l’idea tradizionale di scuola e diventano vere e proprie architetture comunitarie, capaci di ospitare attività educative, culturali e sociali e di rimanere aperte al territorio anche oltre gli orari scolastici».

Contrasto allo spopolamento ed evoluzione dei territori

Un’attenzione particolare è stata dedicata al legame tra l’edilizia scolastica e la sopravvivenza dei centri urbani minori, minacciati dalla progressiva perdita dei servizi essenziali e dal calo demografico. In questo scenario, la scuola cessa di essere un semplice edificio pubblico per trasformarsi nel fulcro attorno a cui si riorganizza la vita collettiva.

«Progettare luoghi per l’apprendimento significa oggi progettare le condizioni affinché una comunità possa continuare a esistere e costruire il proprio futuro», prosegue Giandoriggio. «L’architettura non è soltanto il contenitore dell’educazione, ma uno strumento capace di generare relazioni, appartenenza e opportunità. In molte realtà del mondo le scuole, i centri culturali e gli spazi educativi rappresentano il presidio che mantiene viva una comunità e ne sostiene la capacità di affrontare le trasformazioni economiche, sociali e ambientali».

Il riflesso della ricerca internazionale sulla realtà calabrese

Il dibattito globale sviluppatosi a Barcellona offre chiavi di lettura e soluzioni applicabili anche alle problematiche specifiche del territorio calabrese, dove i temi della rigenerazione urbana e della tutela delle aree interne sono quanto mai attuali.

«Attraverso il mio lavoro professionale con Atelier Hembra mi occupo quotidianamente di rigenerazione urbana, inclusione, e costruzione di comunità», conclude Giandoriggio. «I temi affrontati a Barcellona riguardano da vicino anche il nostro territorio: lo spopolamento delle aree interne, l’accesso ai servizi, la qualità degli spazi pubblici e il diritto delle persone a vivere, studiare e costruire il proprio futuro nei luoghi che scelgono di abitare. Portare queste riflessioni in un contesto internazionale e riportarle poi sul territorio è una responsabilità ma anche una straordinaria opportunità di crescita collettiva».

La presenza di professionalità italiane all’interno del congresso sottolinea il valore del contributo scientifico e progettuale nazionale nella ricerca sui modelli pedagogici e spaziali del futuro.