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Festival organistico calabrese 2026, si parte da Castrovillari con il maestro Claudio Brizi

Dopo il successo della prima edizione, torna il Festival organistico calabrese, il progetto promosso dall’Istituto di bibliografia musicale calabrese (IBIMUS Calabrese) con la direzione artistica di Riccardo Pugliese. L’iniziativa è nata per valorizzare uno dei patrimoni culturali più preziosi e meno conosciuti della regione: gli organi storici custoditi nelle chiese, nelle basiliche e nei santuari della Calabria.

Unica rassegna interamente dedicata alla valorizzazione del patrimonio organario calabrese, il festival rappresenta molto più di una semplice stagione concertistica. Si tratta di un progetto culturale che unisce musica, ricerca, tutela e valorizzazione, promuovendo la conoscenza di strumenti di straordinario valore storico e artistico e contribuendo concretamente alla loro conservazione e riscoperta.

Il programma e i comuni coinvolti nell’edizione 2026

L’edizione 2026 si articolerà in cinque concerti, dislocati in diversi comuni della Calabria, con l’obiettivo di creare un percorso musicale capace di attraversare il territorio regionale e valorizzarne gli straordinari strumenti storici. Il festival prenderà il via da Castrovillari il 21 luglio, per poi fare tappa a Tropea il 26 luglio, a Mesoraca il 3 agosto e a Bagnara Calabra il 4 agosto, concludendosi infine a Mormanno il 6 agosto.

Il concerto di apertura a Castrovillari con Claudio Brizi

Il primo appuntamento è in programma lunedì 21 luglio 2026 alle ore 19.00 presso la Basilica minore di San Giuliano di Castrovillari, in provincia di Cosenza, con un concerto dal titolo “Contaminazioni”, affidato al maestro Claudio Brizi, tra i più autorevoli organisti italiani di fama internazionale.

Il programma propone un affascinante percorso musicale attraverso i capolavori di Johann Sebastian Bach, con pagine celebri quali la Ciaccona, il Concerto nel gusto italiano, il Concerto in la minore BWV 593, il corale Jesu bleibet meine Freude e altre trascrizioni tratte dalla produzione bachiana, accostate a composizioni di Sigfrid Karg-Elert e Clément Loret, in un itinerario che mette in dialogo repertori, stili e sensibilità differenti. L’organo Zanin della Basilica di San Giuliano dialogherà con l’harmonium à célesta Mustel del 1897, un pregevole strumento ad ancia libera che verrà portato per l’occasione dallo stesso Brizi.

Il profilo del maestro Claudio Brizi

Docente di organo presso il Conservatorio di Perugia e alla Kusatsu Summer Music Academy in Giappone, Claudio Brizi ha tenuto oltre 2.000 concerti nelle più prestigiose sedi internazionali, dalla Thomaskirche di Lipsia alla Philharmonie di Monaco, dal Théâtre de la Ville di Parigi alle principali sale da concerto di Europa, Stati Uniti, Giappone, Cina e America Latina. Concertista, compositore, ricercatore e progettista di organi, è riconosciuto a livello mondiale per il suo contributo alla valorizzazione degli strumenti storici e alla ricerca organologica.

Con questa seconda edizione il Festival organistico calabrese conferma la volontà di costruire un percorso stabile dedicato alla promozione del patrimonio organario regionale, facendo della musica un efficace strumento di conoscenza, valorizzazione del territorio e crescita culturale.

Il festival si propone così di accendere una nuova luce sugli organi storici della Calabria, restituendo voce a strumenti che rappresentano una parte fondamentale della memoria artistica e spirituale della regione e offrendo al pubblico occasioni di ascolto di altissimo livello in luoghi di straordinario valore storico e architettonico. Una rassegna che intende affermarsi come appuntamento di riferimento nel panorama organistico nazionale, contribuendo a far conoscere e valorizzare un patrimonio unico che appartiene all’identità culturale della Calabria.