La Calabria è nuovamente stretta nella morsa delle fiamme e la risposta alle emergenze continua a rivelarsi esclusivamente interventistica, senza il supporto di una reale prevenzione strutturale. I roghi si sviluppano nei punti più vulnerabili del territorio, lasciati privi di interventi di pulizia e manutenzione della vegetazione secca e del sottosuolo.
Dall’area del Pollino alla Sibaritide, fino alle province di Cosenza e Catanzaro, il fuoco sta devastando ampie zone della regione. I dati del rapporto L’Italia in fumo di Legambiente collocano la Calabria al secondo posto su scala nazionale per numero di incendi, evidenziando una situazione criticità costante.
Il ruolo degli idraulico-forestali e le proposte per il territorio
A fronte di questa situazione, emerge la questione della mancata assunzione degli operai idraulico-forestali qualificati. Nel mese di marzo era stata avanzata un’interrogazione al Presidente della Giunta regionale per chiedere l’inserimento in organico del personale specializzato attraverso il programma Gol sostenuto dalla stessa Regione Calabria, richiesta che rimane tuttora in attesa di riscontro.
La consigliera regionale del Partito Democratico Rosellina Madeo ha sottolineato la natura del problema: “La nostra regione arde in una morsa di fuoco davanti all’incapacità amministrativa di saper attuare un efficace Piano Regionale Antincendi Boschivi che punti sulla prevenzione e non sulla lotta attiva alle fiamme.”
Le strategie per la salvaguardia dell’ambiente
Per contrastare la diffusione dei roghi appare necessario individuare le aree a maggior rischio, dove le fiamme si ripetono con regolarità, e ridurre la continuità della vegetazione nei punti strategici. Tra le misure indicate per una gestione efficace del rischio rientrano il sostegno all’agricoltura e al pascolo, l’adozione della tecnica del fuoco prescritto per la pulizia dei suoli e un maggior coinvolgimento della cittadinanza nelle attività di salvaguardia ambientale.



