Polemiche e tensione istituzionale sul cantiere del Terzo Megalotto della strada statale 106 Jonica. La vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Vittoria Baldino, ha presentato un’interpellanza ufficiale al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per chiedere chiarimenti sulla gestione degli accessi e dei sopralluoghi nei cantieri gestiti da ANAS. Al centro della vicenda vi è una presunta disparità di trattamento da parte della società concessionaria nei confronti dei rappresentanti delle istituzioni.
Secondo quanto denunciato dalla parlamentare, lo scorso 5 giugno le sarebbe stato negato l’ingresso al cantiere dell’infrastruttura, dove si era recata per verificare di persona lo stato dei lavori a seguito di segnalazioni relative a possibili rallentamenti. Baldino sostiene di essere stata inizialmente accolta dall’azienda affidataria dell’opera, fornita dei dispositivi di protezione e accompagnata fino all’ingresso, prima che una telefonata dei vertici ANAS bloccasse definitivamente l’accesso con motivazioni ritenute pretestuose.
Scontro tra enti e istituzioni locali sui sopralluoghi della SS106
La vicenda si arricchisce di ulteriori elementi critici se messa a confronto con un secondo episodio citato dalla stessa deputata. Pochi giorni dopo il blocco dell’ispezione parlamentare, ANAS avrebbe promosso un sopralluogo tecnico in un altro cantiere della SS106, situato nel territorio comunale di Calopezzati. All’iniziativa avrebbero preso parte rappresentanti della minoranza consiliare di centrodestra insieme all’associazione promotrice, senza tuttavia coinvolgere o informare il sindaco della cittadina, il quale da tempo chiedeva un momento di confronto con l’ente stradale sulle problematiche legate alle opere.
Nell’atto ispettivo rivolto al Governo si sollecitano risposte immediate per comprendere se tali condotte siano coerenti con le prerogative del mandato parlamentare e con i doveri di trasparenza e leale collaborazione che gli enti pubblici devono garantire. L’obiettivo espresso è quello di spingere il Ministero ad assicurare un’adozione rigorosa e uniforme dei regolamenti per tutte le rappresentanze istituzionali, evitando disparità legate all’appartenenza politica. Si tratta di un’opera strategica dal valore complessivo pari a 1,4 miliardi di euro, considerata fondamentale per la sicurezza di una delle arterie viarie più complesse dell’intero territorio nazionale.



