L’incremento del costo del carburante riporta al centro del dibattito l’efficacia delle misure adottate o al vaglio del Governo per arginare i rincari alla pompa, a seguito delle recenti dichiarazioni del ministro Urso.
Tra le soluzioni individuate per contenere le oscillazioni dei prezzi figura l’utilizzo delle accise mobili, un meccanismo automatico pensato per attutire le conseguenze dei rincari del petrolio senza incidere in modo diretto sui conti pubblici. Introdotto nel 2008 dal Governo Prodi e modificato tre anni fa, il sistema sfrutta il maggior gettito dell’Iva derivante dall’aumento del prezzo del greggio: poiché l’imposta si calcola su una base imponibile più alta, una parte delle maggiori entrate viene impiegata per ridurre temporaneamente le accise, riducendo il prezzo finale corrisposto dai consumatori.
La posizione del Codacons e l’impatto sui bilanci familiari
Sull’effettivo beneficio di un intervento di questo tipo si registra la posizione critica del Codacons. L’associazione sottolinea come la stangata sulle partenze estive si stia facendo particolarmente pesante, evidenziando che un pieno di gasolio è arrivato a costare oltre 15 euro in più rispetto all’inizio del mese di luglio. Di fronte a questo quadro, un ipotetico taglio delle accise di 7 o 8 centesimi di euro al litro viene definito dall’associazione «del tutto insufficiente».
I dati forniti indicano che dal 3 luglio, coincidente con la scadenza dell’ultimo taglio delle accise, il prezzo medio del gasolio ha registrato un incremento di 30,2 centesimi di euro sulla rete ordinaria, pari a una crescita del 16%, e di 28,7 centesimi in autostrada. Nello stesso arco temporale, la benzina è aumentata di 17,8 centesimi. Tali variazioni comportano un aggravio di 15,10 euro per un pieno di gasolio sulla rete ordinaria (15,35 euro in autostrada) e di 8,90 euro per un pieno di benzina.
I calcoli sulle riduzioni e le soglie di prezzo
I calcoli del Codacons mostrano che uno sconto fiscale di 8 centesimi al litro, considerando anche la relativa incidenza dell’Iva, determinerebbe un risparmio effettivo sul pieno pari a soli 4,88 euro. Alla luce dei prezzi correnti alla pompa, il gasolio si attesterebbe a 2,086 euro al litro sulla rete ordinaria e a 2,157 euro al litro in autostrada, mentre la benzina scenderebbe a 1,88 euro al litro.
Secondo l’associazione di tutela dei consumatori, per riportare il prezzo medio del gasolio al di sotto della soglia di 2 euro al litro, il taglio delle accise «non potrebbe essere inferiore ai 16 centesimi di euro».



