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Calabria in fiamme, il Fai Cisl: «Basta emergenze annunciate, serve prevenzione vera»

La Calabria brucia ancora. Mentre le fiamme continuano a devastare ampie aree della regione, si leva forte la denuncia della FAI CISL Calabria. Per il Segretario Generale Francesco Fortunato, l’estate non può continuare a trasformarsi in una cronaca annunciata: la battaglia contro i roghi non si combatte nel momento in cui divampano le fiamme, ma va vinta nei mesi precedenti con una programmazione seria e strutturale.

Un ringraziamento a chi lotta in prima linea

Il primo pensiero del sindacato va alle comunità colpite e al personale impegnato sul campo. Fortunato esprime profonda gratitudine a operai idraulico-forestali, addetti AIB, Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali, Protezione Civile, Forze dell’Ordine e volontari per la dedizione e il sacrificio mostrati in condizioni estreme. Un presidio umano che merita il pieno riconoscimento istituzionale.

Oltre il clima: l’abbandono e l’uomo tra le vere cause

Se il cambiamento climatico, l’innalzamento delle temperature e le lunghe siccità rappresentano fattori aggravanti evidenti, la FAI CISL invita a non usare il caldo come unico capro espiatorio. Il fuoco trova terreno fertile soprattutto nell’abbandono del territorio, nello spopolamento delle aree interne, nella mancanza di manutenzione e nell’azione umana.

Ringiovanire la forza lavoro e rafforzare l’AIB

Nonostante i recenti sforzi della Regione, il servizio Antincendio Boschivo ha bisogno di nuova linfa. L’attuale forza lavoro forestale ha un’età media di circa 60 anni: una condizione che rende insostenibile la gestione di turni estenuanti in scenari così complessi.

Per questo la FAI CISL chiede:

  • Nuove assunzioni e reclutamento stagionale per favorire un reale ricambio generazionale e l’ingresso dei giovani.

  • Formazione continua e valorizzazione delle competenze degli operai idraulico-forestali.

  • Sorveglianza integrata: potenziamento delle vedette, dei pattugliamenti sul campo e dell’uso di tecnologie avanzate come i droni.

Le azioni concrete per proteggere i boschi

La prevenzione sul campo deve tradursi in interventi precisi: pulizia del sottobosco, manutenzione delle fasce parafuoco, ripristino della viabilità forestale e ricorso al fuoco prescritto ove possibile. Risulta inoltre fondamentale creare una rete diffusa di invasi e punti di approvvigionamento idrico, indispensabili per velocizzare il rifornimento dei mezzi terrestri e aerei.

Un’efficace tutela del patrimonio ambientale richiede anche un superamento della frammentazione istituzionale, puntando su una reale sinergia tra Regione Calabria, Calabria Verde, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali e Comuni.

Dalla spesa all’investimento: il richiamo nazionale

A rinforzare l’allarme è anche il Reggente nazionale FAI CISL, Antonio Castellucci. Sebbene il recente rinnovo del CCNL abbia garantito importanti conquiste su reddito, sicurezza e stabilità occupazionale, ora spetta al Masaf e alle Regioni fare la propria parte.

In linea con il recente monito di Monsignor Francesco Savino, il sindacato ribadisce l’urgenza di uscire dalla solita logica dei tagli e dell’emergenza. La forestazione non è un costo marginale, ma una garanzia di sicurezza. Pianificare la manutenzione per 12 mesi all’anno e valorizzare il lavoro forestale costerà sempre meno che gestire le rovine lasciate dal fuoco.