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Sanità in Calabria, Tridico all’attacco: «I dati della Corte dei conti sul fallimento di Occhiuto»

La situazione del sistema sanitario calabrese finisce al centro di un duro attacco politico promosso dal capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, Pasquale Tridico. Prendendo come riferimento la recente relazione della Corte dei conti sul bilancio della Regione Calabria, l’europarlamentare ha evidenziato le criticità legate all’assistenza territoriale, alla gestione dei fondi pubblici e all’aumento dei costi sostenuti dai cittadini.

I costi della migrazione sanitaria e i ritardi sui fondi del Pnrr

I dati contabili mettono in luce il peso finanziario e sociale della mobilità passiva, con sempre più residenti costretti a curarsi fuori regione. La spesa per la migrazione sanitaria ha raggiunto i 329 milioni di euro all’anno, registrando un trend in costante crescita rispetto ai 254 milioni del 2023 e ai 308 milioni del 2024. Contestualmente, si stima che il 17 per cento dei calabresi rinunci del tutto alle cure.

«Chi vive in una comunità dell’entroterra calabrese, quando si ammala, oggi ha davanti due strade: la lista d’attesa oppure un viaggio della speranza», ha dichiarato Pasquale Tridico, sottolineando come la Corte dei conti definisca tale fenomeno una patologia strutturale causata dalla carenza di offerta sanitaria sul territorio.

Sul fronte degli investimenti previsti dal Pnrr, la programmazione di 61 Case della comunità e 20 Ospedali di comunità registra forti ritardi nell’attivazione. Secondo quanto riportato dalla magistratura contabile, risultano funzionanti soltanto due Case della comunità nel Reggino e un unico Ospedale di comunità, a fronte di cinquantanove strutture che rimangono ancora cantieri aperti.

Il nodo del personale e la gestione delle risorse finanziarie

La relazione evidenzia criticità anche nella gestione dell’organico e della liquidità. Nel corso del 2025 si è registrata l’assunzione di 419 medici a fronte di 473 uscite, con un calo complessivo del personale in servizio da 3.917 a 3.866 unità. A fronte di questa contrazione, la spesa per il personale è aumentata di quasi 26 milioni di euro, compensata dal ricorso a contratti a termine, incarichi esterni e reclutamento all’estero.

«Si spende di più ma con meno professionisti», ha sottolineato Tridico, definendo la copertura dell’organico una misura emergenziale e priva di programmazione a lungo termine.

A questo si aggiunge la questione relativa alla cassa regionale: l’ente mantiene fermi sui propri conti circa 328,5 milioni di euro destinati alle aziende sanitarie locali, in aumento del 21 per cento rispetto all’anno precedente. Tale carenza di liquidità diretta ha costretto le strutture sanitarie a ricorrere all’anticipazione bancaria, generando un costo di 6,3 milioni di euro in soli interessi.

La denuncia sui fondi statali e le azioni annunciate a Bruxelles

Un ulteriore elemento di scontro riguarda il sostegno straordinario garantito dallo Stato alla Regione per la riorganizzazione del settore. A fronte dei 60 milioni di euro annui previsti, si registra il mancato incasso di 240 milioni di euro per il blocco delle verifiche amministrative regionali, mentre i cittadini continuano a versare le addizionali regionali ai livelli più alti per coprire i disavanzi.

«Occhiuto dica pubblicamente in quale skrivania si è arenata quella pratica e chi ne risponde», ha aggiunto l’europarlamentare M5S, sollecitando chiarezza sulla gestione delle pratiche amministrative.

Per chiarire i contorni della vicenda, Tridico ha annunciato la presentazione di un’interrogazione formale alla Commissione europea per verificare lo stato di attuazione dei progetti Pnrr in ambito sanitario e la relativa copertura di personale. Contestualmente, sono state richieste alla Regione date certe sull’apertura delle strutture territoriali, sul trasferimento dei fondi giacenti alle aziende sanitarie e sul recupero delle risorse statali in sospeso.